Ramoscelli d'ulivo
Ho dimenticato,
come si cammina,
sopra i tetti del mondo.
Tento inutilmente,
di afferrare l'insondabile motivo,
che credo mi porto dietro,
da tempo immemore.
Un giorno, il sole in alto,
insieme ai tanti conoscenti,
ho lavato questo viso
con acqua rossa,
sangue trasparente,
sangue inesistente.
Dimenticare, che c'è l'insidia
nella terra familiare,
lungo le strade dell'illusione,
per un tozzo di pane,
l'uccisione.
Forse il seme della morte,
sotterrarto nella creta innaffiata
dalle lacrime degli insodisfatti,
non marcisce con il tiepido sentimento,
con il solo pentimento.
Ora cammino,
lungo un cornicione,
dell'abitazione dell'orrore,
e tento ancora,
un volo a balzo,
l'ultimo abbraccio,
l'ultimo respiro,
nel sogno vero
del mio destino.
©
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Commenti (1)
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Veleno22 febbraio 2009
Versi malinconici velati di tristezza in un susseguirsi di immagini e di pensieri di intima ribellione. Apprezzata moltissimo
