Nello sguardo

la tempesta in un mite febbraio
nello sguardo di chi trova bellezza,
nella gioia di toccare con gli occhi
la vita che pulsa di spensieratezza.
e ora libero dal corpo ride,
ride del tempo che lo rende cenere
e nel traffico dei fiori incide
con i profumi ch'ebbe da venere.
quello che immagina rende vero
e i doveri del mondo trasforma in gioco,
libero corre, nuota nel cielo
ed i suoi occhi sono di fuoco.
guarda e sorride dei giovani armati
fuori le ville coi mitra annoiati,
in mezzo agli scarichi a parlare di sogni
che non si realizzano, non con i pugni.
non con i pugni, serve parlare
di quel che si vuole e si può realizzare.
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