Una lettera non scritta
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Una riscrittura della bellissima poesia di Montale, che mi lascia senza parole, per la bellezza del componimento poetico, Zima è riuscita a mantenere la struttura, la metrica, e anche la capacità di rendere l'atmosfera magica della poesia di Montale, ed il compito non era assolutamente facile,... ammirata, devo assolutamente farti i miei , per la bravura e la sensibilità poetica dimostrata
Se Zima chiede scusa a Montale per avere riscritto una così bella poesia, chiaramente espressa nella forma di un ermetismo che si vuol far capire, cosa dovrei fare io nei riguardi di Dante e del Carducci, in particolare in due "rivisitazioni" nelle quali sono stato addirittura beffardo? Basterebbe che mi ingnocchiassi su un tappeto chiodato di acuminate spunzoni d'acciaio di varia misura? Zima non mi faccia sentire in colpa! La sua poesia è invece molto apprezzata.
Splendidi versi, da assoporare poco a poco per gustarli in tutta la loro bellezza e in tutto il loro significato. Ancora una volta l'autrice mostra la sua bravura e il suo talento. Non chiedere scusa a Montale, matta!
Considero molto l'autrice che è riuscita splendidamente a renderci un gioiello e... oserei dire che è molto vicina a Montale!
semplicemente straordinaria, sono affascinato da questa riproposizione poetica così intensa e curata, che ben si accosta e si addice allo stile e spirito evocativo dello scritto montaliano ... davvero bella per la profondità e il raffinato dettaglio delle immagini
Quando questa poesia apparve nel sito, io non mi ci ero ancora iscritto. La poetessa mi perdonerà pertanto se mi aggiungo tardivamente al coro dei suoi ammiratori e delle sue ammiratrici. E' questa una valida riscrittura della poesia di Montale, che appartiene alla sezione "Finisterre" di "La bufera e altro", una composizione in cui il Maestro è "lacerato tra il 'cupio dissolvi' e l'impegno" e "ogni tentativo di comunicare s'infrange" (G . Manacorda) . E' un utile esercizio transitorio che anch'io (come il Crocetti, come il Tarabella), sulla scia dei "Pastiches et mélanges" proustiani, ho talvolta praticato: dopo avere così meglio digerito il mostro sacro, ci si avvia finalmente alla percorrenza di una strada personale.



