Supplica a mia madre
E' inutile cercare qui il motivo,
perché scrivo del muto amore che è vivo.
Perdona il mio cuore, con te senza coraggio,
che di gioia presente, per molti è miraggio.
Sei la paura, che schiva è costante,
dentro questa mancanza, di poterti perdere.
Ogni giornata, da solo chiedo scusa,
quando sfuma la sera, lungo una ruga.
Tu sai molte cose, e non fai domande,
perché il mio silenzio è diventato grande.
Non sai che ti guardo, senza guardarti,
perché cresce il timore, di saper ferirti:
passo il tempo, con quel senso perplesso,
perché di questo amore, ciò non riesco.
Ho bisogno, adesso, di voler vincere
questa emozione da non rimpiangere.
Costruiamo: insieme questa soluzione
per dare alla vita il suo vero sapore.
Ti scongiuro resta, non farmi soffrire,
ti porto con me, in un presente aprile...
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Commenti (2)
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Chiara Catanese8 marzo 2009
Bellissima rivisitazione, elegante, asciutta, intensa, espressiva, che cattura e commuove. Questa è una poesia mirabile. Apprezzatissima.
Antonella Bonaffini10 marzo 2009
Poesia di gradevole lettura, versi incantevoli che vengon "rivisitati"con maestria brillante. Semplicemente fantastica.

