8 Marzo 2009
Francesco Pozzato
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Serenità d'un dono.
La paura vibrata,
il corpo soffocato:
nella notte stellata
quel nudo disagiato.
E l'affettuoso suono?
Quella povera donna
col pensiero richiuso,
con la stracciata gonna
dal codardo sopruso:
che fragore di tuono!
Come pupille chiuse
in un azzurro terso,
mie dolci care muse
senza voi il canto è perso:
voi lo rendete buono.
La mia gialla mimosa,
donne degne d'amore,
accanto vi si posa
con rifulgente ardore
poi che sol vostro sono.
©
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L'autore
Francesco Pozzato
Francesco Pozzato nasce a Vicenza l'8 Febbraio 1990. Frequenta le scuole inferiori nel suo paese, Sandrigo, con ottimi risultati. Decide quindi di iscriversi presso il Liceo Scientifico J. Da Ponte di Bassano del Grappa, dove matura col massimo punteggio. Tra la 3a e la 4a Liceo muta considerevolmente interessi, passa
Commenti (1)
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Antonella Bonaffini8 marzo 2009
Donna... musa ispiratrice. Questi splendidi versi dipingono una condizione di vita non sempre "facile" per queste creature ma che nel cuore del nostro poeta sembrano innalzarsi. Il canto senza una simile ispirazione potrebbe divenir muto... A quella gonna stracciata, ad un'essenza vitale violentata... una carezza poggiata e racchiusa in quel simbolico fiore... Splendida.

