Io
Mi ricordo solo ora che sono un uomo
Di esserlo,
Un segreto che ci fu mai in uno specchio.
Un pensiero difficile e che nessuno mi sa spiegare
Provenire dal sogno, senza aver mai creduto di sognare.
Tu anima quieta, che stai all'erta
Su una porta aperta,
Lo sguardo: a delle rondini e ad una primavera;
Che non attendevi, e che l'attesa ha reso comunque.
Sei anche tu primavera
Coi tuoi boccioli, il tuo cielo sereno e quell'aria fresca.
Dio mio! E piangi,
Ora che sei uomo;
Tra calici vuoti ad una festa finita, o appena iniziata.
Appartieni tu alla terra
E a quella tornerai.
Intanto cammini sulle sponde di un altro cielo
Dalle cui acque arriverà di riflesso
Un volto che non avevo mai più rivisto.
©
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