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Riflessioni 12 marzo 2009 · lettura 1 min · 1603 letture

Felicità

Francesco Pozzato 115 poesie pubblicate
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L'età fiorita rivolge sincera il suo desire alla grave sconfitta. Come un fior per troppa neve, s'estingue. Non c'è vivo mondo, non vi son lingue per significar la giovine brama e la sua esigua voce soffocata. Fuggire, posarsi nel sentire proprio per provarti, tranquillità. Se non è ancora la felicità, sciogliete i nostri sensi come fumo, quel sogno e quel dolore d'ogni uomo.
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schema metrico: strofe di ternari settenari ed endecasillabi con rima ABC CDEffG GHI. U. Saba - "Felicità" la costituzione degli USA prevede il diritto dell'uomo non solo di parola, di scelta, di pensiero, ma anche di felicità questa scelta mi sembrava davvero opportuna se seguita alla precedente "Alle fronde dei salici" di S. Quasimodo quante volte la nostra felicità viene soffocata? quanto soffrono i giovani che fanno tante scelte e tanti sacrifici per un paese dove ormai sembra non ci sia futuro! ci resta una sola cosa, la poesia: lasciateci sognare e dileguare i nostri dolori!

L'autore
Francesco Pozzato

Francesco Pozzato nasce a Vicenza l'8 Febbraio 1990. Frequenta le scuole inferiori nel suo paese, Sandrigo, con ottimi risultati. Decide quindi di iscriversi presso il Liceo Scientifico J. Da Ponte di Bassano del Grappa, dove matura col massimo punteggio. Tra la 3a e la 4a Liceo muta considerevolmente interessi, passa

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Commenti (2)

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Cuccu Anna Maria12 marzo 2009

L'uomo la felicità può solo sfiorarla nella giovinezza, ma presto questa illusoria parvenza di felicità svanisce, come un fiore sotto il carico della neve cede. Può raggiungersi semmai e con grande difficoltà una precaria serenità e un ancor più precario equilibrio. L'ideale sarebbe riuscire a mantenere la capacità di sognare. Intensa e profonda. Molto apprezzata.

Rasimaco13 marzo 2009

quanta verità...! mio caro amico in questi tuoi versi fiaccati dal potere occulto di una realtà crudele... ma la tua poesia deve sempre rimanere in cresta alle onde procellose... dev'essere sempre il tuo grido ... di ribellione o di incitamento o di muta richiesta, ma sempre la tua voce sincera... mai di maniera come insulsa banderuola... ma sempre il pensier tuo! stupenda e veramente gradita sia per la profondità di pensiero sia per l'ottima strutturazione ...