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Introspezione 13 marzo 2009 · lettura 1 min · 3666 letture

Oh, notte stupidissima!

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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Straccia la terra il vomere dissotterrando vermi sbalorditi bianchi e tremanti per la luce nuova. Lo spazio inghiotte ciò che il tempo addenta. Il cuore digerisce i frammenti di nebbia che avvolgono il tuo ricordo. Tutto si perde, tutto quanto smette. Zitta, l'anima mia, che custodisce solo quell'eco affievolita o persa, rimpiange la tua voce, lacrimando. Ricorda quella voce, e la confonde con quelle che le parlano ogni giorno. Il desiderio dei tepori antichi fa addormentare l'aspide vicino ad un garofano sgualcito. Il sangue freddo si riscalda al sole e la vita fluisce nuovamente nella guizzante spirale assassina. Disperati bagliori di morte promanano dalle corolle aperte dei giacinti, tiepida emorragia senza tampone. La linfa non frenata li dissangua: si dilegua il calore. Oh, notte stupidissima! Privata delle sillabe roventi, confondi fonemi d'angoscia con canti d'amore. I tuoi pugnali squarciano i ricordi. E tutto si riassume in quattordici pollici di schermo e in un dischetto colmo di stronzate. Tu taci come sempre, e più non dormi né ti scaldi al sole.
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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (2)

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F
Franca Canfora13 marzo 2009

Una notte passata a vegliare, in compagnia di un computer che ingoia vorace parole e parole. Intorno c'è solo il silenzio, e l'amarezza del poeta.

Una poesia di toni forti, quasi urlata nel silenzio di una notte assassina, nella quale angoscia, rimpianto e desiderio si fondono e confondono nell'eco di una voce persa, nello spazio che "inghiotte ciò che il tempo addenta"...Particolare, penetrante, bella da togliere il fiato!