Minuti
Emanuele Saccardo Figlio Di Cl
195 poesie pubblicate
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Il primo
porta il nome di Vertigine,
la sensata convinzione
che sia trambusto tanto atteso,
legato troppi anni
alla paura di deluderti;
andirivieni d'aria
nello stomaco, nell'alba
di un sonno intermittente.
Il secondo
l'ho chiamato Sorriso,
rileggendo negli istanti della veglia
le tue parole di speranza
serrature senza più le chiavi,
dal buco posso vedere
il nostro futuro
ed il mazzo nuovo, appena fatto fare
lo andremo a ritirare insieme.
Il terzo
fa rima con la parola Padre,
ciò che temevo
che rinnegavo
e che ora è tanto verità
quanto bisogno
per dare futuro concreto
ai tuoi occhi
di madre per vocazione
e per natura,
quella continuità
nel suono dell'amore che lo nutrirà
e che già lo nutre
solo dai pensieri.
Il quarto
è fratello dell'Attesa,
dura, di mattoni forti
timore che sia un altro
a prenderlo a spallate
e a buttarlo giù;
lo puntello con il peso
del mio amore ritrovato
perché quel muro
verrà giù al suono
di due parole vere
quanto vera è l'esistenza.
Nel quinto
c'è la nostra Foto,
ci sono i nostri sogni
e i nostri segni
sulla sabbia...
solo i miei piedi però la solcano
perché ti tengo in braccio...
Ogni giornata inizia così,
cinque minuti,
spilli nel cuore
carezze sopra l'anima,
alta e bassa marea
che si fondono
sul cammino verso la nostra Casa.
©
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L'autore
Emanuele Saccardo Figlio Di Cl
Marcel Proust ha detto: "L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi ma nell'avere occhi nuovi". Ecco, ciò che ho di fronte allo sguardo è uguale a ieri, ma non è più come ieri; spero di non dimenticarlo mai più.
Commenti (1)
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Federica Bernardini18 marzo 2009
E'LA VITA, parola per parola assume un significato estremo. Mi ha veramente emozionata.

