Musa ritrovata
Gettata la lira fra i rovi
Come musico senza speme
M'addentrai nella fitta boscaglia
Dalla quale ero trascinato
Nel sentire un soave canto
D'arpa,
alquanto inorridito restai
all'apparir improvviso d'un lupo ansimante
rabbioso perfino,
chetato era il suono di poco prima
che le mie orecchie s'erano ormai intorpidite,
lesta scomparve com'era arrivata la belva
al poetico richiamo di voce fanciullesca,
allorché presi di forza vigore
ed un sentiero battuto pulito m'apparì
nell'accompagnarmi a veder una piatta radura
con in mezzo troneggiante una possente pianta
che le fronde scomparivano all'occhio,
ivi stava acquietato il lupo dormiente
ed accanto una fanciulla di trecce
lunghe quasi a raggiunger le fronde ed il confine del loco
e reggeva fra le fragili mani un minuto libro,
m'avvicinai con ancor la pena nel cuore
e chiesi:
"Chi sei mai, fanciulla del bosco, che tieni con te simil belva?"
Ed ella rispose:
"Son Polinnia, musa poetica, e reco con me tutte l'opre dei poeti perduti,
ed il lupo qui accanto è sempre con me per non dimenticar l'umane bruttezze"
Ed ancora continuò:
"Or siedi con me e riposa al suono delle elegie, ché è tempo di ristorar l'animo tuo"
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
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Mauro19 marzo 2009
Una bella e onirica favola descritta con sorprendente immaginazione e perizia. La musa dei poeti, una piacevole figura, il lupo, la belva umana. Allegoria azzeccata. Letta piacevolmente.
