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Introspezione 22 marzo 2009 · lettura 1 min · 2839 letture

Oggi è primavera mamma

R
Rasputin 3 poesie pubblicate
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Ombreggia chi giace il doppio filar di pioppi. Timide forstizie, aceri e rose in risveglio timidamente i rami stirano mentre api e formiche riprendono il lavoro tra i viali silenziosi di questa incipiente primavera. Eccomi infine a te. E tu sorridi mamma, dall'ovale del tuo freddo marmo, Sorridi come allora quando cantavi le canzoni della tua gioventù, dei tuoi sogni, del tuo essere madre del tuo essere donna. Nel riverbero dei tuoi occhi gioia di vivere, gioventù immatura, sogni e melanconie, felicità deluse, aspirazioni infrante. E quante notti accese nel tuo cuore femmina. Canti di ragazza echeggiavano anche dopo che le persiane si chiusero lasciando le stanze vuote orfane di te. Ma i tuoi canti e le tue risate scolpirono per sempre me e questo cuore bambino.
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Grazie dei vostri commenti. Sono nuovo e non conosco ancora bene tutti i meccanismi per intervenire, infatti solo dopo il terzo commento ho potuto farlo per ringraziarvi. Provengo da altri siti sui quali pubblico da anni con lo stesso nick. Qui siete tutti nuovi per me ad esclusione di Franca Canfora che me lo ha consigliato.
Grazie ancora.22 marzo 2009
R
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Rasputin
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Commenti (6)

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L
Lorenzo Crocetti22 marzo 2009

Questa è davvero una "BELLISSIMA" poesia. Poche ne vedo di così sentite ed affascinanti. Ed è quindi inutile e pleonastico che io mi ci soffermi ulteriormente. Non la voglio "sciupare" aggiungendovi vacue parole. Gradirà questo giudizio, spero, il poeta dal "lugubre" pseudonimo, pur se espresso da un vagante "strimpellatore di note" quale io sicuramente appaio (e realmente sono).

Mario Bugli22 marzo 2009

Gran bella poesia, gran bella penna... questi versi si commentano da soli, basta soffermarsi a leggerli... la mamma continuerà a sorridere al figlio e non solo da quell'ovale nel freddo marmo!

Berta Biagini22 marzo 2009

Oggi è primavera mamma – bastano queste parole per capire quanto amore ci può essere nel cuore di chi scrive per quella figura pur sempre presente ed alla quale è rivolto questo inno. Dire bella è poco.

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Franca Canfora22 marzo 2009

C'è tutta la dolcezza del ricordo in questi versi, velata dalla malinconia. Un interrogarsi su quegli occhi ridenti della foto, su ciò che pensavano, su ciò che provavano, e la certezza di quanto di bello e di profondamente buono hanno plasmato nel tuo cuore di uomo.

mp47pasquino22 marzo 2009

Fa piacere averti qui, Rasputin, ricordati "La Rosetta"...ben arrivato... Piacevole questa introspezione anche se di velata tristezza, tra le righe dolci parole ricche di ricordi e amore per la propria mamma, anche la mia cantava spensierata la sua giovinezza un tempo le donne erano così, trovo la tua poesia piacevole e apprezzabile

O
Orma Detruria23 marzo 2009

si sentono i passi e gli occhi che della primavera colgono i segni, la natura si risveglia da un torpore freddo, poi il cammino si ferma dinanzi al luogo dove giace chi si ama e quel bimbo rivive sua madre tale e quale ad allora, un altro calore intimo come quello primaverile, la vita che si ha dentro e si percepisce come un dono immenso, l'amore che una madre ha saputo dare.