Avvenire
Strano, sporco è l'Avvenire
Ride solo a mente avulsa
Corre incontro sul morire
Di una storia ormai discussa.
Cresce marcio in perdizione
Perdi gioia in un ricordo
Cambia e nasce guaritore
Come tocco netto e sordo.
Scava e piega in un acuto
Colpo serio e senza noia
Muti ancora infreddolito
Caldo è il taglio di mannaia.
Giorno e notte a lui sovrano
Senti il mare che riecheggia
Vivi e gridi al sole invano
Ma l'istinto ormai primeggia.
Mente losco e impenitente
Credi a lui senza rimorso
Dalla bocca sua tagliente
Pendi triste e sempre scosso.
©
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