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Sociale 30 marzo 2009 · lettura 1 min · 4035 letture

Il bimbo dalla pelle nera

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Markfn 184 poesie pubblicate
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Anch'io ho gli occhi luccicanti, solo la pelle è sempre nera. No, non prego mai i santi. Non conosco primavera. Sono un bimbo, un bimbo nero e vorrei tanto non esser nato. Io non vivo e nemmeno spero. Il mio destin è esser malato. Sono un bimbo dalla pelle nera e vorrei con te un po' giocare. A volte dir pur una preghiera, a volte poter pure amare.
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Commenti (5)

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Anna Maria Obadon30 marzo 2009

Conosco bene l'Africa. I bambini soffrono a causa delle malattie, per la siccità e la fame ma, molto spesso sono molto più gioiosi dei nostri rampolli. Pregano con molto trasporto e il loro rapporto con Dio non è soltanto labiale... giocano con poco e sono felici. Ora starebbe a noi, cosidetti " civili e emancipati" fare in modo che certe situazioni di sfruttamento e degrado possano cambiare!

mp47pasquino30 marzo 2009

Sono bianco e a volte mi vergogno, non per esserlo, ma per l'impotenza che sento per l'incapacità di poter aiutare chi soffre, spesso sono le così dette nomenclature che fanno testo e sembra che i più bisognosi hanno maggiore comprensione ma poi a conti fatti non contano nulla, al di la' di tante buone intenzioni... Sono orgoglioso di avere una nipotina di colore mia nuora lo è ed è anche una persona bellissima... tanti dicono abbassiamo gli steccati apriamo ad altre etnie e poi si arroccano dietro i loro conti bancari e i loro interessi e lasciano alla povera gente l'onere di aiutare i più bisognosi, sono la vergogna umana... Grazie per la tua poesia...

Berta Biagini30 marzo 2009

Commovernti versi che dovrebbero esser letti da chi fa finta di niente voltandosi da un'altra parte. Un grido si eleva da questa pagina che entra nelle vene. Molto molto sentita.

L
Lorenzo Crocetti30 marzo 2009

Sembra che ci siamo sentiti in sintonia quest'oggi io e questo autore, dal momento che in fondo abbiamo trattato lo stesso tema, sia pure da individuazioni diverse. Ben descrita qui e sentitamente commossa questa bella poesia, nella quale il bimbo nero ci è rappresentato in tutta la sua sofferenza che lo fa sentire diverso, isolato, ignorato da un mondo dove l'opulenza, anche in un brutto periodo di crisi, ha modo sempe di mostare la faccia. E la pancia.

Cuccu Anna Maria30 marzo 2009

Amara è la vita dei bambini africani che avrebbero il diritto di mangiare, giocare, sorridere, pregare come tutti gli altri bambini che esistono nel mondo. Senza distinzione di colore di pelle perché l'anima colore non ha è siamo tutti indistintamente creature dell'Universo. Molto profonda e intensa. Stupenda.