Microfollia
I miei gerani hanno imparato a parlare,
parlano alla finestra
così, di cose in generale,
con il vapore mattutino della caffettiera
o coi calzini color marrone
scapoli stesi
sul termosifone spento
e condominiale
Emblemi e Problemi
aprile, maggio, giugno...
tre, due, uno...
Le lucciole spente fanno finta di contare
alla rovescia
il cielo e io ci rimettiamo il maglione
Azzurro
La mia stupidità è quasi geniale:
Se non ti avessi incontrato mai
il mare
sarebbe ancora un luogo ospitale
e Se tu
sapessi anche parlare
come sarebbe bello
non dirti di dover tacere.
La sua coda furba e rossa sparisce
tra le fratte
La volpe s'è mangiata l'ultimo uovo caldo
E
Adesso Domani Ieri
qui
Uomo solo nel pollaio
non bevo neanche più
il Sole.
Tre, Due, Uno...
Ti prego smetti di cantare
Alla rovescia
La terra e tu
Vi prego
Non raccoglietemi
più.
Uno, due e tre...
Lei non c'è.
©
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Commenti (3)
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J
Jack Pastore10 aprile 2009
Fantastica poesia... se uniamo il primo con l'ultimo verso ne nasce il senso, forse, in due sole frasi... Lei non c'è e i gerani parlano, fate voi... Bellissima
Cristina Khay10 aprile 2009
E' bellissima... fresca, spumeggiante, ironica, inusuale nella struttura e nel ritmo... finalmente qualcosa di nuovo, bravo.
S
Sanzi29 settembre 2009
poesie apprezzatissime, c'è pure la volpe... essì la follia bisettimanale è quasi la migliore...
