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Cronaca 11 aprile 2009 · lettura 1 min · 2083 letture

Sabato santo

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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Siamo quel che si dice uomini lupo- La terra continua a tremare quasi per liberarsi della polvere, per disfarsi di noi che come cimici succhiamo il sangue altrui. Nel dolore del giorno un salice piangente rifiuta le sue lacrime proclamando il disprezzo. Siamo nel fango e ci sentiamo tersi. A quanti Cristi seppelliti in croce oggi è negata la pietà del pianto?
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... Gli scantinati e i seminterrati del 90 del centro storico erano stati affittati. In nero. Dentro c'erano clandestini, immigrati, extracomunitari, come italiani qualsiasi. Spesso ammassati. Ci sono ancora. Centinaia di persone che non risultano all'anagrafe, che non compaiono nelle liste dei dispersi, che non esistono. I proprietari delle case che si sono messi in salvo non ne denunciano la presenza. Non gli conviene. Nessuno li cerca. Nessuno li piange. Da vivi non esistevano, non esistono neppure da morti. (da:

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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (1)

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Antonella Bonaffini11 aprile 2009

Un urlo di disappunto espresso in versi di grande efficacia. E' splendida.