Lenzuola
Calde lingue bianche,
panni e lenzuola sbadate,
frutti appesi d'oscurità accecate.
Insolite bandiere solitarie e stanche:
sono tornato a voi e alle notti,
dove la luna è ancora calda.
Io gattone celeste, accovacciato
al davanzale della finestra dei miei pensieri;
di ricordi e di sonni,
di poco sesso e notti insonni,
osservo danzare nei miei bei cieli neri
le vostre tele bianche di stella
mano nella mano, vento per vento
non è che prendereste anche me?
Io silenzioso tovagliolo rosa,
allegro svolazzerei con voi,
fantasma, eterno pazzerello,
aquilone fluttuante, scapperei.
Dai fili d'argento, rami truccati.
Proverei cieli brevi, un volo vero.
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