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Riflessioni 17 aprile 2009 · lettura 2 min · 4307 letture

Il peccato

Mario Bugli 70 poesie pubblicate
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Non avevo freddo e stupito guardavo le suore con i mezzi guanti di lana che tenevano tra le mani un mattone preriscaldato ma il terreno castigo, che anticipava le fiamme dell'inferno se non mi fossi pentito, quello si che il cuore mi gelò dopo che ebbi alzato la gonnellina ad una dispettosa bambina o quando il cognome distorto di un compagnuccio dopo una di lui denuncia all'autorità inquisitoria fu interpretato come una terribile e imperdonabile parolaccia con il tempo piovoso, costretti nello stanzone insieme ai più creativi, disegnavo sui vetri appannati geroglifici strani, che spesso le cerbere guardiane intravedendo chissà quale satanica ispirazione imponevano con lunghe alitate di cancellare e nella pausa pranzo i primi imbarazzanti rossori durante la questua della frutta per i bambini poveri con i piccoli e più fortunati donatori che non disdegnavano di elargire anche sguardi d'insofferenza oltre all'umana ed infantile commiserazione dopo la ricreazione poi, assistevamo alla proiezione per singoli fotogrammi in bianco e nero della vita di Giovannino Bosco così confidenzialmente lo chiamava suor (...) che sostituiva anche il sonoro che non c'era ma eravamo più interessati al bastoncino di liquerizia unica leccornia concessa, che alle precoci gesta del santo così trascorreva il tempo in quell'asilo lontano tra il senso di colpa e del peccato che una vita intera non avrebbe cancellato.
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L'autore
Mario Bugli

"...tra il primo vagito e l'ultimo sospiro, il sogno infinito "

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Commenti (13)

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Antonella Bonaffini17 aprile 2009

Non ho parole... quanti ricordi hai fatto riaffiorare con questi magici versi... splendida.

Frammento17 aprile 2009

...ciò che l'uomo impartisce al bambino la maggior parte delle volte logora... E' bellissima

Jeannine Gérard17 aprile 2009

commovente fino quasi alle lacrime, quasi sembrava essere in quel asile, talmente ben illustrato lo stato d'animo che prova un bambino, chiuso in un contesto dove tutto è peccato, felicissima di nuovo di leggere versi cosi veri e intensi, senza artefatti, non so nemeno come posso descrivere la sensazione che ho avuto leggendola, mi sono commosssa, forze perché da bambini tutto quello che si fà sembra quasi un peccato per gli addulti, stupenda grazie

Mauro17 aprile 2009

Tipica vita di collegiale, descritta al solito con versi semplici e al tempo stesso così complessi che riportano indietro nel tempo colui che la visse. Ricordo che non si potevano tenere le braccia sotto il lenzuolo... per ovvi motivi. Quel documentario di Don Bosco poi girò per tutt'Italia. Condivisa e apprezzata perché vissuta.

... sono rimasta senza prole... perché nel leggere riaffioravano anche i miei ricordi... quasi simili per alcuni versi... Ed è così... che ho unito il mio sentire a quello di questa malinconica poesia, con una chiusa che più vera non può essere... Così l'ho sentita...

Veleno17 aprile 2009

Una ventata leggera di colori... di ricordi in una atmosfera di malinconia Che dire? Splendida.

Berta Biagini17 aprile 2009

Incredibile come questi versi mi abbiano riportato indietro nel tempo, sembrano quasi copiati dai miei ricordi – posso solo aggiungere: "Attenzione a dove vi sedete bambine, per non trovarvi a sorprese!" – forse "qualcuna" si ricorda anche di queste parole. Versi vissuti.

Carlo Fracassi17 aprile 2009

Un ricordo in bianco e nero di un'educazione infantile affidata a suore bigotte e bacchettone che hanno lasciato un segno indelebile. Versi rivissuti e molto apprezzati!

G
Gabriella Cantoni17 aprile 2009

E quanto male ci ha fatto quel tipo d'educazione! Ricordi che accomunano molti di noi. Apprezzata!

P
Paolo Faccenda18 aprile 2009

Intensa, nella sua quasi freddezza descrittiva, lacera il tempo dei ricordi facendo riaffiorare quello che per tanto tempo spesso ho riflettuto su un'educazione improntata sul senso di colpa e del peccato, che lede la libertà. Molto commovente, molto apprezzata!

F
Franca Canfora21 aprile 2009

Ritornare indietro nel tempo, quando le regole erano, per noi ex bambini, rigidissime. Flash di immagini ancora nitide e ben stampate nella memoria, che credo non dimenticheremo mai.

Rosaria Barbarinaldi22 aprile 2009

traspare molta tristezza da questi versi, che mi sono commossa, ben scritta...

Nadia Mazzocco22 aprile 2009

Si é giá detto tutto di questa stupenda poesia, l'ho apprezzata molto e condivisa.