Il paradiso non può attendere
Afferro stelle che sfuggono dalle mani bucate,
adesso so che non arriverò all'Eterno,
mummia tremante con le bende sfilacciate,
condannata a vagare in questo Inferno.
Allora scaverò una fossa e mi coprirò di terra,
ascolterò dei vermi affamati il concerto,
aspetterò la dissoluzione della carne che l'Anima serra
e con Lei salirò verso il cielo aperto.
Sarò aquila e gabbiano, luna e stelle,
polvere cosmica, luce, questo sarò io,
vagherò senza tempo e tra le cose più belle
troverò la felicità nel volto di Dio.
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