Tra incubo e realtà
quando scende la sera
un senso di angoscia e paura
s'impadronisce di me,
e vorrei scappare ma
non si può evadere la realtà,
e sdraiato nel letto
quasi per dispetto penso a te,
che sei lontana da qui
che sei lontana da me,
e lo sarai sempre di più,
ed io vorrei non amarti
ed io vorrei non averti
incontrata mai, ma non si può
cambiare il corso del tempo
modificare il percorso del vento,
cerco di non pensarti ma
più ti scaccio, più tu
esplodi dentro di me,
a lacerarmi il cuore
a lacerarmi l'anima,
tu e quel male nero
mi consumate dentro,
non ho paura di morire
non ho paura di soffrire,
ma ho paura.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
F
Franca Canfora21 aprile 2009
Una sera che non è come le altre, una sera in cui fare i conti con le paure, le angosce, e il rimpianto per un amore non corrisposto. Quanta dolce malinconia in questi versi, apprezzati e riletti.
Nadia Mazzocco22 aprile 2009
Sere nere, a pensare a lei... "ed io vorrei non amarti/ed io vorrei no averti incontrata mai," Bellissima se pur nella sua malinconia, l'amore é anche questo... non sempre tutto é rosa, a volte é anche spina.
