All'incontrario
E adesso lascio
la malinconia alla notte,
e mi incammino,
negli spazi vuoti della mente.
Nessun limite apparente,
dolce immenso,
così breve al mio risveglio.
Conto ancora,
mille passi
per l'infinito,
soffermarsi all'imbrunire
dell'anima,
che incosciente veglia sempre
sul mio destino.
Rumori del giorno,
incessanti e angosciosi,
nell'arco temporale.
Su nella vetta,
all'incontrario è l'esistenza,
l'inutile bagaglio prima,
si è trasformato in oro.
Gemme preziose
fatte di lacrime sincere,
li dono ai miei fratelli,
che ora nell'oscurità son tornati.
Arrivederci mondo,
saluti a voi fratelli,
toccate questi raggi di sole,
infinita luce dentro
un minuscolo uomo.
©
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