La terra trema
Ancora una volta
un eco di brividi
corre sulle pietre,
un rauco, silenzioso fragore
avvolge tetro la città assorta nel sonno
e profonde ferite si aprono
nelle pareti della terra.
Non vi è battaglia,
non vi è riscossa,
è solo dissolvere,
che nel buio si estende,
tra lancinanti grida,
fin dove orecchio possa udire,
d'una tragedia immane,
improvvisamente vissuta.
Bianca polvere,
illumina la notte,
argentando i volti,
concitati e smorti dei sopravvissuti,
aneliti,
che nella ressa avvinti,
altro dolore attende.
E nasce e levita,
tra le fredde macerie,
un'ultima avida ricerca,
e, bugiarda speranza s'accende
nello squallore urlante
della natura scossa.
Erano sassi,
l'un sull'altro appoggiati,
con fatica trasportati,
con sudore...
ora son sassi,
malamente ammucchiati,
da quel dannato momento
che in un solo istante,
seppellì la carne ma non lo spirito
di quei malcapitati.
©
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Commenti (1)
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Zeno Ferigo30 aprile 2009
nell'ora del dolore, i poeti fanno sempre sentire la loro voce. Bella e condivsa
