Dalle mani, alla rosa
Un giorno dalle tue mani
I miei resti umani,
Variabili volteggeranno tra la bruma.
Svaniranno instabili dai bianchi segreti dei fiori,
E sugli abeti stanchi si poseranno i miei lontani amori.
Noi incerti ballavamo,
Ci lasciavamo aperti: per trattenere
La paura: dell'essere o del sapere;
Divagando di scie luminose su cornici nere.
Un cielo più ampio pei campi sparsi,
Là i miei resti sono arsi,
Dove Io ed una follia cieca, tutta umana ci siamo persi.
Ah il mio dì che riposa!
Tra l'innocenza della tua rosa.
©
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