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Amore 13 maggio 2009 · lettura 1 min · 5893 letture

Frammento

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Ricordo quella notte... c'erano le stelle. Il vento appena soffiava timido tra le foglie dei ciliegi quasi... per non far rumore. Poi tacque il buio, scese fine la pioggia, ma forse era il pianto... e quel frammento, nostalgico, è rimasto inchiodato nella nebbia della mia solitudine.
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Rita Minniti
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Commenti (3)

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Maurizio Spaccasassi14 maggio 2009

Stupenda lettura introspettiva in una finestra di luna con un mondo fuori: Tutto era al suo posto per una notte romantica. L'autrice riesce a spostare l'attenzione su eventi esterni come se essi fossero legati ad un destino predeterminato "per non far rumore poi tacque il buio" l'inquietudine, la sofferenza inaspettata-"scese fine la pioggia""ma forse era pianto" trovo la chiusa espressa con un vero talento. Poesia che nella sua malinconia lascia il segno, emozionando quasi a sentirla addosso... il brivido della pioggia fine che emoziona.

Carlo Fracassi14 maggio 2009

La solitudine fa riaffiorare un sogno lontano ma vivido nella memoria ricordando dettagli di quella notte, di com'erano le stelle e il vento, come a non voler dimenticare quegli attimi d'amore a cui si pensa con grande nostalgia mescolata a tristezza, per ciò che fu ma che mai più ritornerà. Versi che mettono a nudo l'intima sofferenza dell'animo, molto apprezzati!

Rasimaco14 maggio 2009

la solitudine é un brutto tarlo... a volte riporta in superficie ciò che abbiamo cercato di seppellire per sempre... ma prepotente risorge il ricordo, magari dei semplici dettagli ed allora la malinconia assale le nostre già fragili difese... introspezione che scava con alacrità nell'intimo... ben espresso il travaglio in cui si dibatte l'autrice.