Malasanità (Intervista ad un Primario)

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
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Di prima mattina mi leggo Tarabella e sorrido compiaciuto. E dire che non ha detto poi una cosa tanto allegra. Però l'ha saputo dire con gusto ed ironia. E non è certo poco. Bisognerebbe che anche io, poeta spesso del dolore, della morte e della sofferenza, imparassi da lui come si trattano le questioni, sapendo ricoprire il pianto disperato di amori perduti, di orme lasciate anche sui sassi, di sofferenze di passione e... chi più ne ha più ne metta, col velo di un ironico sorriso che ti lascia l'amaro in bocca per l'argomento trattato, ma te lo compensa facendoti fare anche una non indecente risata. Ben resti a lungo Tarabella fra noi, a insegnarci a come trattare le nostre impressioni di dolore, di disperazione, di morte. Con spirito.
Luciano tu sei amico del Crocetti come il Crocetti l'è di Tarabella ogni volta che leggo quei versetti pieni di tosco umore è cosa bella. Sul dolore ironizzi tu in barella, ma Lorenzo ne dice i tristi effetti quando incontra per strada i poveretti e lascia d'ironia la buona stella. Alla tristezza tu fai i sorrisetti, lui traduce il sorriso nella jella di emigranti ed italici vecchietti bisognosi di pane e mortadella, buttati dentro gli angoli reietti di questa civiltà che li cancella.
ridere di gusto si puo' se la poesia è di tarabella


