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Satira 18 maggio 2009 · lettura 2 min · 3428 letture

Malasanità (Intervista ad un Primario)

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Telecronista Siamo di Teleschiocco: Professore, la cronaca, da un po' di tempo in qua, ci dice che la nostra Sanità è vista dalla gente con terrore e sembra, ma non so se questo è vero, preferisca avviarsi al cimitero piuttosto che trovarsi sotto i ferri di medici, infermieri od altri sgherri! Primario E' un vizio ricorrente! Gli italiani ci godono a parlarne sempre male dicendo che in Italia l'Ospedale è roba che nemmeno gli Africani. La solita congiura! Fatti strani, va bene, ne succede ed è normale; io sono Professore e, come tale, lavoro, tutti i giorni, a quattro mani. Siccome le corsie sono affollate, ci sta, per un errore di persona, che invece delle crespe fuorviate (1) a uno che gli brucia il culo a mille, nell'intento di far opera buona, si levi, in fretta e furia, le tonsille Ora, se le domande son finite, com'è finita già la mia pazienza, in Sala Operatoria c'è un'urgenza: davvero una gran brutta PROSTATITE! Telecronista Chi è il paziente? Primario Tiro a indovinare dev'essere una donna, dice... pare... o uomo o donna, cosa vuol che sia? ce lo dirà, nel caso, l'autopsia! Telecronista Si, vada Professore, e chi la tiene? (Madonna Santa, siamo messi bene)
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1: emorroidi esterne, dolorosissime. Si ride per non piangere! Se si considera che la prostata l'hanno solo gli uomini, si riesce a valutare anche la preparazine del Primario qui messo in caricatura.

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (3)

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L
Lorenzo Crocetti18 maggio 2009

Di prima mattina mi leggo Tarabella e sorrido compiaciuto. E dire che non ha detto poi una cosa tanto allegra. Però l'ha saputo dire con gusto ed ironia. E non è certo poco. Bisognerebbe che anche io, poeta spesso del dolore, della morte e della sofferenza, imparassi da lui come si trattano le questioni, sapendo ricoprire il pianto disperato di amori perduti, di orme lasciate anche sui sassi, di sofferenze di passione e... chi più ne ha più ne metta, col velo di un ironico sorriso che ti lascia l'amaro in bocca per l'argomento trattato, ma te lo compensa facendoti fare anche una non indecente risata. Ben resti a lungo Tarabella fra noi, a insegnarci a come trattare le nostre impressioni di dolore, di disperazione, di morte. Con spirito.

Gesuino Curreli18 maggio 2009

Luciano tu sei amico del Crocetti come il Crocetti l'è di Tarabella ogni volta che leggo quei versetti pieni di tosco umore è cosa bella. Sul dolore ironizzi tu in barella, ma Lorenzo ne dice i tristi effetti quando incontra per strada i poveretti e lascia d'ironia la buona stella. Alla tristezza tu fai i sorrisetti, lui traduce il sorriso nella jella di emigranti ed italici vecchietti bisognosi di pane e mortadella, buttati dentro gli angoli reietti di questa civiltà che li cancella.

Midesa14 novembre 2009

ridere di gusto si puo' se la poesia è di tarabella