Limbo poetico
Coperchio d'inferi
e specchio del fuoco di Dio
che cucina le anime, l'asfalto
-Lucifero
scrosta il catrame e s'affaccia
a prendere una boccata d'aria
ma il caldo lo spinge fulmineo a ritirarsi
e preferire l'inferno
ove collaudato è l'adatto
-Nell'attimo breve d'affaccio
il custode dei demoni sottomessi
scorge l'umana ignavia
che ben più insopportabile
d'ogni temperatura rovente
e si parla dentro ...ah! quanti clienti
li devo torchiare
farò del loro grasso e sudore
miglior vino al ristoro
-Compiaciuto io sonnecchiante
sotto un albero dal fogliame fitto
che ondeggia a ventaglio
regalo un sorriso alla punizione ascoltata
poi d'un tratto mi sento cadere nel vuoto
apro gli occhi e vedo un angelo,
mi sussurra, ti ho scelto
per un limbo di pace
perché non perdoni sul dolore degli altri,
l'inferno è galera del regno celeste
e tu non ti presti a Giudice
ad assolvere condanne severe prima implorate
e smentite, come fan tutti, sapendo
queste per i peccati commessi
a giro sono prossime inesorabili a loro
-Che l'inferno li inghiotta
incatenati ai respiri
è la mia esclamazione di grazie
al premio ricevuto
-
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