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Amicizia 23 maggio 2009 · lettura 1 min · 4786 letture

Con te che eri il vento

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Provai a ricominciare... con te, che eri il vento, il sole dopo il pianto. D'ogni mio respiro ritagliavi carezze, posandole su balocchi conservati tra la polvere. Sostavo fragile sugli argini dei sogni, mentre in bilico ti chiedevo aiuto. E della tua presenza si coloravano le attese. Della tua allegria si dipingevano i giorni. D'un bene immenso mi ricoprivi le stagioni, e l'estasi che violenta s'aggirava come complice, tra le pieghe di ferite che bruciavano, mi riempiva la vita. Un bene al di là dell'amore, che al respiro rubava l'aria e dell'immenso si nutriva. Un bene oltre tutto che dell'oltre era la luce. Ti trattai con dolcezza amico mio, annientando le ombre di rovi e aghi di ghiaccio, scivolandoti nella mente, restandoti accanto in una silente lontananza che soffriva. Provai a ricominciare... con te, che per me eri un soffio d'aria su gote arse. Mano tesa verso la paura. Ma fu il destino a decidere... e come gabbiano volasti via impaurito. Di dolcezza infinita ricamavo ogni istante ricordi? dimenticandomi di me.
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Rita Minniti
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Commenti (5)

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Gesuino Curreli24 maggio 2009

Adoro il timbro forte e contenuto di questo canto che io faccio mio. Vi leggo il mio medesimo respiro che sento affaticato non appena qualcosa sfugge alla mia cantilena dell'ordine scontato delle cose. E' dolce la metafora del vento, abusata, ma qui più rigogliosa, "il sole dopo il pianto" e non il riso come direbbe un altro, malaccorto, cadendo nel banale più deriso. E' pregna di amarezza e di rimpianto, di mestizia leggera e non da' pena, perché quando è poesia si rasserena il senso di dolore più profondo. Poeta, sono anch'io dentro il tuo mondo e vivo anch'io con te, nel dolce verso, il senso più pacato e più sottile di uno sconforto amaro, che va errando, come un vate fascinoso d'altri tempi, di cui nessuno sa, né chi esso sia. Poesia

Cuccu Anna Maria26 maggio 2009

Versi intensi e profondamente commoventi. Grandissimo senso di amicizia e grande sofferenza per un epilogo doloroso. Stupenda nella sua tristezza.

Un'amicizia importante in cui il ricevere e il dare erano divenuti una simbiosi per il vivere... ma proprio questa affinità ha intimorito quell'amicizia che forse stava divenendo molto di più... Così ho voluto leggerle questi stupendi versi...

Carlo Fracassi28 maggio 2009

L'impressione è che si tratti di versi dettati dal cuore e non tanto per scrivere una poesia a tema, poiché tenerezza/tristezza contenute sembrano autentiche in sequenza logica espositiva. Leggendo la chiusa m'è venuto in mente un passerotto che aveva sbattuto contro un filo della luce ed era caduto a terra tramortito. Lo salvai da un gatto subito accorso, lo tenni con tenerezza fra le mani fino al suo riprendere improvvisamente il volo dopo avermi pizzicato le mani perché lo lasciassi libero ...fui felice! Così è l'amicizia che hai donato, non ti aspettare ringraziamenti e riconoscenza ma sii felice di aver dato senza nulla chiedere.

Antonella Bonaffini1 giugno 2009

Credo che su questa poesia sia già stato detto tutto... che dire ancora? Incantevolmente bella, raffinata, ricca di sentimento. Hai scritto un piccolo capolavoro!