Lucertole beote
stazionare al margine
le coste decadenti si affollano
di gigli, rossi – la purezza
nuota mille leghe a sud del cuore
la vuoi vedere (? ) l'aria
che ci urla contro, la sua zeta
di zorro, l'unghia affilata
come un gatto un albero più in là
si tende nell'agguato
e cosa siamo – lucertole beote
pesanti come iguane ai tropici
cadiamo
appoggiati troppo spesso
a balaustre di cartone
nella stagione delle piogge
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Zima
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
L Falchero26 maggio 2009
amara, incisiva e profonda riflessione su questo nostro stare inermi, incapaci di slanci e di entusiasmi, cercando una sicurezza, che si rivela spesso fittizia e ci trascina inaspettatamente alla rovina... ma anche lottare è difficile!
Carolina Villani Bidibambina27 maggio 2009
...un graffio al tempo ed uno alla speranza... una stilettata che ci sveglia nel dolore da un sogno fatto d'aria... Bellissima, originale ribellione scritta fuori dai margini... ma che merita un dieci e lode!


