Cialtronata
Oh! porco d'un lercio cane
qua manca persino il pane
in compenso ho del buon vino
in bottiglia, poggiato sul tavolino,
la sera, veloce lapidaria avanza
e io non ho nessuna speranza
per un amore ormai molto lontano
a metà strada tra Pavia e Milano
-Dico al gatto serafico sul divano
ho una storia che m'è sfuggita di mano
e son certo a te non importa
hai mangiato zuppone e torta
per scopare a te basta varcare la porta
-Mi affaccio sgomento alla finestra
vedo nel parco la vecchia giostra
e due puttane in postura sul viale
in attesa di qualche grasso maiale
-Ridenti e fiochi paiono i lampioni
testimoni scomodi a vecchi babbioni
col pene molle e in tasca milioni,
pregano affinché s'accenda un miracolo
oppure solo una voce dia eco d'oracolo
-Questa è una sera di grevi pensieri
inadatta anche al più antico dei mestieri
-Vado a dormire che è un po' come morire,
riposare non è l'intento ma non soffrire
spero che un sogno plachi anima e mente
e svegliarmi domani senza ricordare più niente
poi per l'amore c'è sempre amica una mano
capace d'afferrare un piacere anche lontano
-Lo so questa storia anche se aggiustata
ai moralisti lettori sembrerà cialtronata
ma ognuno in allevio ha una realtà surrogata
-
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Commenti (1)
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B
Biondi Fernando1 giugno 2009
spesso il sonno e i sogni fanno dimenticare le serate più nere.