Uomo
Chiamo uomo ciò che sono
Se uomo è chi le sue azioni
Sceglie, e merita perdono,
Per le imperfette emozioni
Che ci avvolgono. Nell'agire
Ci specchiamo, consci
Di esser parte d'un divenire
Ben più grande. Che ci angosci
L'idea di scomparire,
Ma talvolta, sebbene questo,
Non possiamo più subirne
In un mondo ormai molesto.
Si sa che la gente il gusto
ha di dar buoni consigli
e per questo sente il cipiglio
di dare l'avviso giusto
e poi viene da sorridere
per ingannare il pianto
se ci si accorge dell'inganno
poco consapevoli di sapere
quanto soggettivo è il dito
che puntiamo contro
chi riteniamo esser ardito.
Con la superficie ci scontriamo
e spesso per pigrizia
ed a volte arroganza,
quasi sempre con tracotanza,
trascuriamo il fondo. Ci vizia
l'idea del nostro giusto
dal quale non c'è salvezza
poiché è ancora di salvezza
che ci salva dal disgusto
per la nostra stessa essenza,
spesso indegna della ragione
che ci è concessa, per impazienza
Spesso sbaglia, e poi compone,
Come se ogni uomo
Divenisse grazie alla maschera
Che noi poniamo in trono
Nel dare il posto alla mera
immagine di chi ci è intorno.
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Commenti (1)
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Antonella Bonaffini5 giugno 2009
Un uomo che si rende conto di aver esternato imperfette emozioni non ha bisogno di alcun perdono... grandezza è averne la consapevolezza. Dubito che questo atteggiamento appartenga a molti. Che dire di questo scritto? E' superlativo. E mi fermo.
