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Sociale 6 giugno 2009 · lettura 1 min · 2040 letture

Nuvole nere

Antonio Sammaritano 134 poesie pubblicate
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Nuvole nere e capi pellerossa danzano sopra candide scacchiere. Barattano tutto per mitraglie e stringhe: un giorno Manitoo o chi per lui gli farà le scarpe in una riserva dove si va scalzi, col sogno del bisonte innamorato, immortalato dalla danza antica. Le nuvole nere ne hanno centomila per scacciare più anime che corpi; ma non serve a custodir la terra né la dignità sacra ed eterna. Dall'altro capo del globo un altro sogno; dal grande mare oltre il gran deserto, sbucano capolavori, geni e mezzelune in coltri orfane di telai e mani. Il tergicristalli "quasi" umano o l'altro col carrettino, come pesci si infarinano già in barca: senza sapere la marca delle scarpe che la fievole speranza non contempla; ma, le migliori sono senza dubbio quelle che sentono ai piedi macerati. Fratelli che ogni tre mesi alla seconda ingravidano mogli e fanno figli col ritmo simile di noi che li gettiamo... Grassi d'elemosina elargite, peccato atroce di solidale amore abito falso di fraterna comprensione.
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Vi ringrazio per aver letto la mia composizione. La scrissi tre anni fa e ho trovato adesso l'occasione giusta per pubblicarla.9 giugno 2009
L'autore
Antonio Sammaritano

Antonio Sammaritano nasce a Mazara del Vallo nel 1960 dove è sempre vissuto.Separato, ha due figlie che adora: Clara (la prima a cui sottopone in visione i suoi lavori) e Giulia. Dopo l’esperienza universitaria inizia ad insegnare in forma privata Matematica e informatica di base. Oltre alla letteratura ama dipingere,

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Commenti (4)

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Lina Sirianni6 giugno 2009

Poesia che offre un quadro molto ben colorato di un popolo poco conosciuto da questa parte del globo... In versi scorrevoli... Apprezzata

Antonella Bonaffini6 giugno 2009

La lettura di questi versi, ricchi di immagini, mi ha messo addosso una tristezza strana... profondamente bella.

A
Andrea Debbi6 giugno 2009

Molto interessante lo svolgimento, l'aver trovato anche l'originalità merita l'elogio. Graditissima.

Angela6 giugno 2009

Ovunque nel mondo popoli negletti vivono (sopravvivono) con la generosita di gente che conduce una vita opulenta e sprecona. Ma è questa vera solidarietà oppure un modo infingardo per acquietar coscenze e menar vanto del proprio buon cuore a basso costo? Nei versi si legge la verità vera, quella mimetizzata nel "buonismo" di molti di noi fortunati abitanti dei paesi ricchi che accogliamo questi disperati offrendo l'abbaglio di quello che non c'è. Essi arrivano con l'illusione di godere un benessere che non esiste neppure per noi per essere poi relegati vita natural durante a lavori umili e pesanti. Dicono i versi che gli indiani d'America avevano invece beni sufficienti ai loro bisogni ma ugualmente furono privati di libertà e dignità