Viaggi tra gli incanti dei colori del piacere
Oltre quello che vedo,
oltre il mare d'inverno,
oltre me stesso,
l'arroganza pervade me.
Ogni passo ha un senso,
perso nell'immenso sconosciuto,
tutto è in linea con un corpo,
che dimentica altri piaceri.
Il bicchiere d'acqua
bevuto al mattino,
lascia che la sera,
l'intruso accidioso,
goda le ultime ore,
prima del non tempo.
Guardo attento questi seni,
e ogni forma trascurata da altri.
Se con gentilezza la passione accogli,
forse l'inutile piacere acquista evoluzione.
Vibrazioni perse nel passato,
ormoni invecchiati dalla gloria
fuori dal mio destino,
e glutei che aspettano
una carezza diversa,
che forse non è di questo mondo.
Tocco con la mente questa bocca,
che di saliva riempe gli spazi siderali,
bacio soffusamente il tuo ventre,
ma è solo l'illusione, che accesa,
mi scuote dal lungo sonno.
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Commenti (1)
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B
Benedetta Cavazza Miciamalvina9 giugno 2009
Poesia intelligente e coinvolgente. Un 'erotismo fisico ma nello stesso tempo elettivo, conquista e colpisce.