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Impressioni 11 giugno 2009 · lettura 1 min · 3869 letture

Fino alle radici

Zima 451 poesie pubblicate
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erano crocevia la ghiaia tra le dita e le corse sarà che non c'era tempo -la sosta improvvisata- e ora mi porto appresso un guinzaglio un collare senza collo i papaveri non hanno il potere di ubriacarmi i passi vorrei invertire le distanze -coi piedi rimontare il cielo- scavando l'afa di giugno fino alle radici
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Caro Lorenzo, le mie parole sono già nel testo, limpide, chiare... raggiungono chi vuole leggerle e non c'è molto da spiegare ancora, se non che avevo un amico, compagno di passeggiate e corse tra stradine di campagna e che ora non ho più, per questo nelle mie camminate solitarie i papaveri al bordo della strada non sono capaci di inebriarmi e rallegrarmi allo stesso modo. non uso l'aramaico, né un linguaggio criptato. io credo che bisognerebbe porre solo un po' di attenzione quando si leggono le poesie... tutto qui.

grazie a tutti,
un abbraccio12 giugno 2009
L'autore
Zima
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Commenti (5)

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Mirella Crapanzano11 giugno 2009

mi lascio trasportare dalla bellezza e dalla dolce malinconia di questi versi... "coi piedi rimontare il cielo"... chi sa amare e sognare veramente può invertire tutte le distanze e plasmare la meraviglia come vuole... è bellissima...

F
Franca Canfora11 giugno 2009

Bellissima poesia tutta, che ha un suo apice e compimento nella chiusa, in quel rimontar coi piedi verso il cielo. Magari fosse possibile, magari!

Paolo Ursaia11 giugno 2009

Sempre più in viaggio vero l'ermetismo... versi mai fine a se stessi, fortemente evocativi, da leggere lentamete, ascoltandone l'intima risonanza. Piaciuta

davvero bella e ben costruita, infarcita di immagini elaborate che suggeriscono e velatamente esprimono il bisogno di accorciare, sovvertire il passo della della vita per ripescarne, riscoprirne l'essenza più intima ...

L
Lorenzo Crocetti11 giugno 2009

Come sono deluso, Zima. Che hai capito? Non certo di te, ma del mio cevello, della mia incapcità di penetrare i tuoi versi come sanno, con classe, fare tanti altri validi commentatori presenti. Mi sforzo disperatamente di capire l'ermetismo, e per questo mi fo vivo. Io sarei stato solo capace di scrivere: "I papaveri rossi sul cammino io si li pesto senza alcun controllo, mentre vo col collare senza collo e vorrei invertire le distanze... ma non posso, son vane le speranze." Affermo che, con questi versi, intendo prendere in giro solo me stesso. Per farmi imparare, giacché altre volte ci siamo amichevolmente sentiti, mi spiegheresti il senso di questa poesia con tue parole? Ti ringrazio fin da ora.