La prima di maggio
Rita Minniti
1106 poesie pubblicate
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T'affacciavi timida
dal tuo stelo
come fanciulla a una finestra.
Eri la prima di maggio.
Dolcemente,
sulle note splendenti
d'un'intonata Primavera,
danzavi
quel tuo ingresso alla vita,
tra la melodiosa risonanza
del cinguettio d'uccelli
e gli applausi del vento.
D'un intenso odore
m'inebriavi l'anima,
trasportandomi con la mente
nel cielo tra le nuvole.
Tinta dal colore del sangue
parlavi d'amore,
e di purpureo velluto
ogni petalo ricoprivi.
Quanto profumo sprigionavi nell'aria,
di quanta forza vestivi la tua fragilità.
E io incantata
osservavo la tua eleganza,
la tua sinuosità.
Sono rimasta stregata
a guardarti per ore,
compagna d'un giorno.
E all'imbrunire
mentre m'allontanavo
lasciandoti sola al tuo mondo,
ho avvertito la sofferenza
di quell'addio sfiorarmi.
Una lacrima,
s'è distaccata da me
restandoti accanto,
mentre la luna
ti dipingeva d'argento.
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L'autore
Rita Minniti
Commenti (3)
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Danielinagranata14 giugno 2009
Una rosa di maggio che timida inizia a sbocciare versi pieni di eleganza e di grazia che mi sono piaciuti in modo particolare
Ausilia Giordano14 giugno 2009
Splendida nella stesura e nel discorso diretto presentato come elogio del fiore. I versi evidenziano il rispetto per la natura e la positiva emotività che l'evento descritto suscita.
Antonio Biancolillo16 giugno 2009
La natura che sprigiona tutta la sua bellezza in questo fiore... Composizione che ne esalta il suo splendore e profumo.



