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Amicizia 14 giugno 2009 · lettura 2 min · 9123 letture

L'ironia del destino

Carlo Fracassi 494 poesie pubblicate
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Compagni di banco, lui sempre quieto e ben ravviato, io impertinente, irriverente e scalmanato. Suo padre avvocato, mamma insegnante, sorella deliziosa e studiosa, una bella famiglia. Mio padre ferroviere, mamma casalinga, fratello ombroso e scontroso e ...quando mi piglia! Le bambine di lui innamorate, per me manco le più sfigate. Era l'amico del cuore conservo ancora le foto. Era quello che avrei voluto essere anche solo per gioco. Diventammo più grandi, ci perdemmo di vista ognuno il suo ruolo e via alla conquista. Lui divenne avvocato io solo impiegato. L'incontravo per caso sempre solo, non sorrideva più come un tempo, diceva che non era contento. Passarono gli anni io ero in salita, lui era in affanni disprezzava la vita. Vagava per strada, per compagno il suo cane, diceva che la vita era tutto un letame. Un giorno scomparve ed era d'inverno, per lui l'esistenza era un inferno. Correvano i giorni nessuno sapeva, nemmen la sorella che con lui conviveva. Fu solo per caso che, nell'abbaino mettendoci il naso, la sorella lo vide con la pistola alla tempia ed un colpo sparato. Eran trascorsi otto giorni da quand'era sparito. Sui giornali scrissero professionista depresso e nessuno scoprì mai altra cagion di siffatto decesso. Gli amici dissero ch'era causa del fato, bello, ricco, aggraziato ma pure sfigato, amava le donne ma era snobbato. Allor per un attimo son tornato bambino, ho rivisto i suoi giorni fausti e gaudiosi ed i miei che ritenevo guasti e noiosi; ho rivisto quelle bambine correr da lui con diletto, via da me con dispetto. Da adulti di donne io, tante che basta, lui, mai vista nessuna. Ironia del destino, dove sta la fortuna? Compagno di banco compagno di gioco, la vita ti sorrise soltanto per poco; io sono quel bambino che piange accanto al tuo posto vuoto!
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Era da tanto tempo che volevo ricordare quel caro, sfortunato amico ma non trovavo le parole e forse mi mancano ancora quelle giuste. Si tratta di un'amicizia nata fra i banchi dell'elementari e che, malgrado la lunghezza del testo, ho cercato di sintetizzare. Da bambino l'ammiravo, l'invidiavo nel senso buono del termine. Lui aveva tutto e nessun problema apparente, io non avevo niente e tanti problemi ma lui odiava la vita, io l'amavo.

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (14)

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Paolo Ursaia14 giugno 2009

Difficile commentare... anche io ricordo, e piango, un compagno di liceo. Forse per questo la poesia dell'autore mi ha tanto colpito. Molto piaciuta

Saverio Chiti14 giugno 2009

Versi davvero commoventi (e infatti mi son commosso, anch'io ho perso un amica così). la vita è strana... c'è chi crede di aver tutto, e chi invece è sempre... buriana. Ma quel che va apprezzato in questi versi... è il tuo ricordo, verso ad un amico che così com'era da bambino... non va dimenticato. Molto sentita e condivisa.

Antonella Bonaffini14 giugno 2009

Credo spesso che la felicità sia solo apparenza... forse chi ha davvero tutto non ha più un motivo valido per darsi nuovi stimoli e di fronte alla vita rallenta... versi dolci e malinconici i tuoi. Bellissima.

Berta Biagini14 giugno 2009

Momenti di vita che s'intrecciano lasciando un grande amaro in bocca - è vero, quando uno ha tutto nella vita, non se ne rende conto e cerca sempre qualcosa in più che lo soddisfi sino a raggiungere l'estremo – per fortuna questo avviene di rado – Una poesia che mi ha veramente colpita per la sua drammaticità.

Danielinagranata14 giugno 2009

Poesia che mi ha riportato indietro di tanti anni ho vissuto una situazione analoga a quella del nostro bravo autore che l'ha saputa rendere emozionante e commovente non bisogna mai invidiare nessuno a volte le persone hanno dei problemi dei malesseri che non conosciamo purtroppo se non si ama la vita se non ci si ama si possono compiere gesti estremi profondamente commossa per questi versi non posso fare altro che ringraziare l'autore per la sua sensibilità e conservarla con cura

L
Lorenzo Crocetti14 giugno 2009

Cantava il Metastasio (cito a memoria): "Se a ciascun l'eterno affanno/si leggesse scritto in volto/quanti mai che invidia fanno/ci farebbero pietà." E quello che anche tu descrivi non fa altro che confermare la verità di questi versi.

mp47pasquino14 giugno 2009

Apprezzabile e coinvolgente, l'umana esistenza non ci è chiara e nemmeno chiarificatrice, a volte ci vestiamo con abiti che ci sembrano estranei, non ci associamo a niente di positivo vediamo in altri tutto il bene e poi d'incanto il rovescio della medaglia... triste storia. Letta con commozionante attenzione.

Antonio Biancolillo14 giugno 2009

Versi che coinvolgono e lasciano brividi... E sono vere le parolle di Lorenzo... Quanti affanni che non si noteranno mai sui volti... ma ci sono ...

G
Gabriella Caruso14 giugno 2009

bella poesia per una triste storia. un'esistenza come tante. certo la felicità non la fanno né i soldi, né la posizione sociale. il successo è solo qualcosa di effimero. Si può rimanere schiavi del proprio riuolo sociale, si può rimanere veramente soli e ci si può deprimere, ci si può uccidere, come è successo al tuo compagno di scuola. Non ha trovato la fede o anche qualcos'altro in cui credere e il vuoto può veramente fare paura.

Jeannine Gérard14 giugno 2009

sono sconvolta per il testo, cosi ben descrito, e soprattutto per la nota, che rende ancor piu dramatica la poesia, piango per la realtà dei versi, che sento cosi profondamente mie, so e immagino quel che ha passato questo amico che ancora ricordi a volta si ha tutto e nulla ha piu importanza, quando la vita non ti da piu quello che ti aspetti, e l'angoscia ti prende, e l'unica soluzione è il togliersi la vita, le depressioni sono difficile da curare, ne sono protagonista, e credo di capire quella persona, mio Dio, immagino in quale stato si sarà trovato per arrivare a tanto, poesia strugente, poi gli amici che non si dimanticano mai, a volta è vero non si sa quello che passa nella testa delle persone, anche se ben le conosci, non posso

Annamaria Gennaioli15 giugno 2009

Un testo drammatico, vissuto nel profondo tanto che ha lasciato un segno indelebile nella tua anima... Bella poesia che si legge benissimo fino all'ultima riga...

F
Franca Canfora18 giugno 2009

Com'è strana a volte la vita, quando sembra offrirti tutto su un piatto d'argento, per poi riservarti un inaspettato colpo di coda. La felicità sembra spesso essere il presupposto solo di alcuni, già predestinati, ed invece ...

Rita Minniti24 giugno 2009

Un testo che fa riflettere... Un bambino che dal suo mondo vive la sua infanzia accanto a chi crede più fortunato ma che, col tempo, il tempo stesso, scrive pagine diverse, scrive di scontentezze, forse proprio per una vita brillante che oltre questo non va. Mentre, il bambino, meno fortunato, ma con tanto amore dentro l'anima per la vita... vive! Una storia amara ma, che fa ben capire il senso della vita, e di come sia molto meglio essere semplici e amanti delle proprie condizioni, di come non serva la ricchezza e il prestigio, per poter apprezzare le piccole cose che, sicuramente, danno felicità maggiori, felicità impagabili e indescrivibili.

Ho letto i versi attentamente e condivido che a volte il destino è davvero beffardo... c'è chi ha tutto e lo perde per cause indefinite. Nei versi è celata una morale molto intensa.