Non arrivo più alla notte
Gianni Marcantoni
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non arrivo più alla notte...
la mia carne pesa
come un rottame di costole
mentre il mio cervello
annega quasi nell'acqua
sorseggio la mia presenza
come un ostacolo all'esistenza,
si spezzano le ore del giorno
come pane secco,
come odore di sterco
respiro la mia solitaria condensa
cumuli di pacchi scaduti
alla mia povera mensa,
sono solo un povero uomo
sulla cima della mia ricca montagna di rifiuti.
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L'autore
Gianni Marcantoni
Commenti (1)
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Zima19 giugno 2009
spesso siamo troppo severi con noi stessi, a volte non riusciamo a vedere quanto ancora di positivo c'è in noi e in quello che abbiamo intorno e così ci lasciamo andare come pezzi di carne al macero. le immagini sono evocative e non scontate, ma eliminerei i troppi aggettivi possessivi, a mio parere inutili considerando il fatto che è chiaro che si parla di te. così come eliminerei una delle ripetizioni dell'aggettivo "povero" e quel "ricco" ad ultimo verso. capisco che volevi creare la contrapposizione, ma trovo inutile sottolinearlo tramite questi due aggettivi. in buona sostanza, io la alleggerirei dall'aggettivazione.

