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Impressioni 18 giugno 2009 · lettura 1 min · 3226 letture

Non arrivo più alla notte

Gianni Marcantoni 23 poesie pubblicate
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non arrivo più alla notte... la mia carne pesa come un rottame di costole mentre il mio cervello annega quasi nell'acqua sorseggio la mia presenza come un ostacolo all'esistenza, si spezzano le ore del giorno come pane secco, come odore di sterco respiro la mia solitaria condensa cumuli di pacchi scaduti alla mia povera mensa, sono solo un povero uomo sulla cima della mia ricca montagna di rifiuti.
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L'aggettivazione in questa poesia è fondamentale, è rafforzativa del suo contenuto, del significato. Inoltre anche le contrapposizioni incidono sulle emozioni provate nel momento compositivo che vanno quindi lasciate integre per non alterare l'autenticità del testo.15 gennaio 2011
L'autore
Gianni Marcantoni
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Commenti (1)

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Zima19 giugno 2009

spesso siamo troppo severi con noi stessi, a volte non riusciamo a vedere quanto ancora di positivo c'è in noi e in quello che abbiamo intorno e così ci lasciamo andare come pezzi di carne al macero. le immagini sono evocative e non scontate, ma eliminerei i troppi aggettivi possessivi, a mio parere inutili considerando il fatto che è chiaro che si parla di te. così come eliminerei una delle ripetizioni dell'aggettivo "povero" e quel "ricco" ad ultimo verso. capisco che volevi creare la contrapposizione, ma trovo inutile sottolinearlo tramite questi due aggettivi. in buona sostanza, io la alleggerirei dall'aggettivazione.