A mia madre
Voglio riposare un po' tra le braccia dell'infinito Nel sapore eterno dell'accoglienza Voglio tornare alla mia
Voglio riposare un po' tra le braccia dell'infinito Nel sapore eterno dell'accoglienza Voglio tornare alla mia
Il tempo si nega tra le pieghe di un imprevisto e si dissolve in un eremo metafisico. Si nasconde beffardo in
L’indolenza del non più credere oramai mi appartiene, relegandomi sterile in una dimensione vuota che non
Sono l’abiura a mille triangolazioni. Sono l’anno trascorso con Circe nell’oblio del circostante (mentre le circostanze …
Flutti di miele agitati dal notturno zefiro contro le pareti calcaree di certezze spicciole. Scavami dolcemente nella
Brandelli del tuo cuore non mi interesserà più di avere come premio di una assurda e grottesca
Nello zoo dei cattivi sentimenti Dentro ogni gabbia Vi è un'insidia o un malcostume. Si cela dietro le
Scivola Giù in fondo all'animo Con un tonfo sordo Defraudata Dei miei buoni propositi E del mio stesso
Dopo di te... tutto mi annoierà, questo palpito si affievolirà fino a disintegrarsi come polvere sotto
Dove scorre lento il fiume. È lì che vorrei trovarti indolente: nel crocevia delle nostre rese reciproche …
La Sieve si culla adorna d’argento, nel dorato bacino che si fece Mugello. Ingrossando e contenendo lambisce l’Eden
Quanto tempo passato a imbrigliare pensieri, a trattenere respiri, a concatenare cause. Eppure ancora una scala di
Figlio, preghiera nella notte, lume nella disperazione, I tuoi occhi di sterminate campagne mi indicavano la via che
I tuoi occhi e null’altro Mi rimane da inventare Idolo trasposto d’amore Che accogli consapevole l’errore. Nella p…
Consuete disarmonie mi riservano l'ultimo fendente Preparo il fianco nascondendo l'arma segreta del mio indomito
Il risveglio mortifero Mi apre gli occhi A un nuovo incubo. Il respiro pesante Toglie la spinta Alle
Lui, l’illuso, che mi chiede di noi cosa fu, che indulge sulla mia fuga poiché memoria non assiste più, ch…
Un tempo avrei cavalcato verso i tuoi desideri Per placare il mio malessere Avrei cercato il mio feroce smarrimento E la
Ascolto la mia eco sui pendii del dolore e dell’abitudine. Non vi sono stelle alpine lungo la scalata dei miei
Sei andata via In un giorno freddo, In cui decise di nevicare Per rispetto del dolore di lui. Forse è più
Le distanze siderali tra noi Erano ormai lupi siberiani affamati Dagli occhi di metallo. Il distacco che ci
Medusa, i tuoi giochi d’acqua non riescono più a mascherare le tue pietrificanti intenzioni. Le tue crude
La tua dolce compagnia sorniona Arricchisce la mia solitudine pomeridiana E nutre la mia anima di piccole azioni. La tua
Nel pozzo gracida la morte e alterna il rumore a lunghi sospiri bui. Mulinelli di dolore e spasmi di speranza. Nuovi
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