A volte mi perdo
Al buio, nelle lunghe notti dell'anima, a volte mi perdo tra le tortuose strade del mondo. Troppi incroci, mille
Al buio, nelle lunghe notti dell'anima, a volte mi perdo tra le tortuose strade del mondo. Troppi incroci, mille
Tra i boschi dell'inquietudine vaghi ad occhi chiusi per non vedere i mostri sacri del tuo passato nascosti tra gli
Appesa ai fili della fantasia faccio altalene al vento per cullare la malinconia che fra le mie braccia si
Amore, solo amore solo di questo mi voglio nutrire. Digiunerò fino a quando venti caldi di stagioni
Natale arriva ogni anno, che tu lo voglia o no, le luci si accendono senza il tuo consenso, poco importa se lo
Ancora il mare A far da sfondo ai giorni miei Non smette mai D'impartirmi lezioni di vita Oggi è
Pizzico corde invisibili per riempire i silenzi fra le zone d'ombra della mia memoria. Castelli di parole erigo sulla
Appesa a fili evanescenti, a ritroso nel tempo, m'immergo tra passate stagioni abbracciando colori sbiaditi che
Sommersa dalle mie emozioni non riuscivo più a respirare. Allora ho aperto una porta e le ho lasciate
Arriva la sera Un lieve tepore Rosa atmosfera Luci e candore La musica varia Il cuore perdona Respiro nell'aria Nel
Mura che raccontano l'orrore Strade che trasudano la morte Odore nauseabondo Che ancora permane Tra le ferite di un
Coriandoli rossastri volano tutt'intorno ma maschere non vedo a rallegrare il giorno. Il fuoco di un camino riscalda
Candido paesaggio Che m'ispiri Ovatta i rumori Dell'anima mia Che ancora grida In cerca di pace Spegni la fame Di
Nelle caverne più oscure dell'anima ho rinchiuso con grossi macigni rovi pungenti della mia memoria. Di giorno
Luna che da lassù m'osservi e mi accompagni, ascolta le note inquiete di
Se soffierai sulle mie ferite aliti di vento s'insinueranno tra gli spifferi dell'anima portando luminosa aria
Accoglimi tra le pieghe dell'anima, tienimi così, al tepore dei tuoi profondi umori, avvolta nel tuo calore che
Chiamami sogno, chiamami amore, chiamami come ti detta il cuore, chiamami nell'abbraccio di anime, chiamami nell'estasi
Un vento caldo e inaspettato ha sferzato le mie spighe mature. Mani morbide e forti hanno sgretolato fra le dita
Dal cielo, come fiocco di neve, voglio cadere su di te e sciogliermi al calore della tua pelle. Diventata goccia
Quando settembre invita il fogliame rossastro e maturo a volteggiar nell'aria per fondersi con le zolle della Madre
Quando il fuoco della tua rabbia esplode, come un manto nero le ceneri mi ricoprono ed io, come sacra fenice, ogni volta
Se la mia malinconia chiudesse gli occhi stanchi tra le braccia della notte, finalmente sola e libera non dormirei
Conservo strumenti misteriosi tra le private cantine del cuore: leggeri fili d'anima da pizzicare, violini di solitudini
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