11 settembre
lo ero allora lo sono ora solo con me rifletto stavolta forse sereno nel mio letto nella penombra di un'alba
lo ero allora lo sono ora solo con me rifletto stavolta forse sereno nel mio letto nella penombra di un'alba
sonnecchio in auto solitario in compagnia dell'alba che nasce giochi di ombre e luce la luna sbiadisce sorge il
il cielo buio, piovoso nebbia che accarezza le altissime cime maestose comunque luminose all'orizzonte un lago color
Assorto sovente mi trovo ad ascoltare la vita che passa. Una nube brontolona un pneumatico che stride un gatto indiffere…
vuol dire trovare qualcuno qualcosa se pur lontano oppur vicino un volto un'anima la Sua, chissà dare risposte alla
la penombra della mia camera una casa in collina la mia un'altro giorno che nasce ruomore di auto sulla
La luna ancora illumina un tenue chiarore e, sbiadendo, annuncia la morte della notte. I rumori del mattino, metallici
"briciola" ti vidi nella gabbia dei polli al mercato li esile, triste, minuta, impaurita stavi la gente
figlio mio auguri ora ti vedo finalmente come mai ho fatto stavi tra le mie braccia con i tuoi occhi neri immensi,
voli via lontano amica mia un ricciolo scuro sussurra piano che domani ti spuntano le ali osservo con la mente quel
osservo dalla finestra una donna giovane affaccendata e infreddolita sul balcone che stende "i panni" chissà a cosa
atmosfera di complicità coppie più o meno felici diverse età camerieri indaffarati musica amica la nostra oramai
suoni soltanto di dita sulla tastiera luce soffusa amici senza volto ne voce che ti parlano e ti guardano lettere senza
odor di foglie morte, assieme a germogli ancora acerbi, il sole li unisce entrambi in un sol destino, tra inverno e
concerto, primo tempo le melodie, la gente, gli amici cari i palchi, la platea un'amica ritrovata "ciancicata" che ho
un'emozione da poco confusa tra i pensieri del mattino mescolata al limpido azzurro del cielo figure asettiche,
nasce da dentro e sale lentamente riempe la mia anima un dolore immenso attraversa inesorabile tutto il mio
un mare piatto luccicante afoso e gioiso i raggi che scaldano la pelle mentre la brezza da sollievo atmosfera
arrivo distrutto alla fine del giorno tornando a farmi cullare dalla notte un giorno è passato pieno di mille cose e di
Mi guardo allo specchio la mattina e vedo il mio volto la barba e gli occhi che mi interrogano vedo un altro volto il
vi sento emozioni mie interiori miste a dolore rabbia, smarrimento a volte serenità a volte voglia di vivere sensazioni
sia apre lenta su un pezzo di mondo che risorge all'alba e gli alberi contornano uno scorcio di cielo azzurro un
un batuffolo vola su di me dalla finestra come neve fiore d'albero attraversa il fumo di sigaretta lucente dei
città che culla le urne dei forti seduta in una valle come la mia cinta di stupende colline il divin poeta ti osserva
Diventa socio del Club: accedi a La Piazza riservata, ottieni sconti su concorsi ed eventi e aiuti la community a crescere.