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Fantasy 26 settembre 2011 · lettura 2 min · 1277 letture

Plastiche

A
Antonio Terracciano 100 racconti pubblicati
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Almeno Gregor Samsa, nella "Metamorfosi" , si era risvegliato nella forma di un altro animale, anche se ripugnante, e aveva constatato che le altre persone erano rimaste esseri umani!

Invece Z. , un bel mattino, si accorse di essersi trasformato in plastica, e che tutti coloro che lo circondavano, anche se non se n'era reso conto prima, erano diventati plastiche già da parecchio tempo.

La compagna con cui andava a letto era nient'altro che un ammasso di silicone, il pesce che mangiava era diventato plastica, a forza di inghiottire quella che trovava nel fondo del mare, l'automobile che guidava, le sedie sulle quali si sedeva, i campi che vedeva, tutto era plastica...

E, quel che forse è peggio, s'era accorto che i cuori delle persone su cui contava erano di plastica anch'essi; ma pure i cervelli erano di plastica, come quello del computer che usava e della televisione che di tanto in tanto guardava...

Era impossibile resistere a tutta quest'invasione della plastica: ecco perché la malattia aveva contagiato anche lui, ultimo superstite, forse, del mondo in carne ed ossa del passato.

Si rassegnò, cercando di cogliere almeno un aspetto positivo di tutto ciò: la plastica vive (vive? ) molte centinaia di anni prima di morire!

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (2)

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j
jukeboxall’idrogeno27 settembre 2011

Un buon spunto, per quel che posso dire.
Salace e arguto punto d'osservazione per criticare il nostro mondo di oggi.
Non è più quello di Gregor Samsa, e se possibile, forse è anche peggio.
Fa sorridere, ma amaramente purtroppo, il bel finale.

Lorenzo Grazzini29 settembre 2011

Quasi un elogio (o non più propriamente un disperazione?) della plastica, che va buttata negli appositi rifiuti, altrimenti c'inquina per tanti anni. Kafkiana reminiscenza di Terracciano, che si rammenta di quel ben noto Gregorio Samsa...
Anche io... mi trasformo, evidentemente. E non riesco a capire (me lo spieghi Kafka) perché il mio nome appaia in calce come Lorenzo Grazzini e non Lorenzo Crocetti.