Ad un caro amico scomparso
Sembra in alcuni periodi della vita, sfoltirsi d’improvviso, il contorno delle persone che da sempre hanno orbitato nei nostri giorni. Il verificarsi di questi eventi, talvolta imprevedibili, altre conclusivi di situazioni dolorose trascinate da tempo, acuisce nella nostra coscienza l’entità di quegli irrisolvibili perché, radicati in noi, ai quali non riusciamo a dare risposta, né spiegazioni che abbiano un senso compiuto, secondo il nostro sensibile sentire.
Forse l’impostazione che, in linea di massima ci viene data, sin dai primi anni di vita, sul creato e sulla morte sarebbe pressoché inesatta, perché in realtà non terrebbe minimamente conto del fatto che prima del meraviglioso dono esistenziale eravamo nulla e tornare ad essere nulla dovrebbe essere una manifestazione accettata con naturalezza; un passaggio obbligato dopo una meravigliosa sintesi d’esistenza che permetta di conoscere le fattezze della natura, la tecnologia dell’uomo e tante incredibili emozioni che trasformino continuamente le sensazioni dell’anima. Accettando, quindi, la diversità e la lunghezza di questo percorso, per ognuno di noi, significherebbe essere dotati di misurata logica mentale, eppure il discorso risulta davvero arduo.
Infatti l’idea di non poter più godere della presenza e del calore di un individuo a noi caro crea uno sconforto indicibile, complesso da accettare e superare, e il desiderio di avere vicino la persona scomparsa pare ancor più tenace.
Eppure dopo un’assidua ripetizione di questi dolorosi eventi la signora in nero sembrerebbe, apparentemente, lasciarci più indifferenti, nel suo alitare senza tregua su anime che si estinguono…come se il suo tracciato facesse parte di un progetto prestabilito, da portare avanti senza un attimo di respiro…quello ultimo di cui si appropria con ferocia, senza un tocco di ritegno per il volto che gela
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Una riflessione la tua, che mi ha coinvolta! (Vivì)
Un saluto affettuoso! (Vivì)
Con gioia racconti al mio cuore (Fadda Tonino)
Commenti (2)
Ognuno ha mostra un lato differente di rapportarsi all'Oscura Signora. Ma questo sempre quando i suoi artigli non ci ghermiscono da vicino, o meglio non ghermiscono le persone a noi care. Credo che nonostante tutta la razionalità di cui una persona è dotata, ed anche la capacità di metabolizzare un evento delittuoso, la morte sia sempre una brutta esperienza da subire. E sottolineo subire, anche se rimane un fatto del tutto naturale, così come lo è d'altronde la nascita di una nuova vita. Situazioni del tutto differenti, accolte con emozioni diverse, com'è giusto e umano che sia.
Piano pianino mi sto abituando ad aspettarla con serenità la Signora, cerco di tenere l’animo in pace con tutti per non avere debiti all’ultimo momento da dover far soffrire questo fragile cuore per non avere più possibilità di rimediare.


