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📚 Parte di una raccolta
Parte 4 della raccolta «Storie di Famiglia » di Carlo Fracassi (35 racconti) — Come eravamo
Questo racconto ha un accompagnamento musicale scelto dall'autore
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Biografie e Diari 4 ottobre 2010 · lettura 3 min · 1947 letture

Ferroviere di mestiere, becchino per necessità

Carlo Fracassi 39 racconti pubblicati
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Mio padre raccontava spesso di un suo collega, un certo Ossicini. Nati entrambi a fine ‘800 entrarono insieme in ferrovia, ma dopo 30 anni l’Ossicini era ancora manovale.

Era un omone grande e grosso ma balbuziente; gran bevitore di forza erculea ma piccolo di cervello; alto quasi 2 metri, aveva gambe e braccia da orango, spalle larghe e schiena gibbosa, collo taurino ma testa microcefala. Tante furono le avventure di quell’uomo e mio padre s’attardava, in presenza di amici durante la veglia, a raccontarle una ad una.

Ma la più bella che vi voglio qui narrare è che l’Ossicini per arrotondare il magro stipendio faceva il becchino. A quel tempo era costume vegliare i morti in sacrestia e per pochi spiccioli gli eredi pagavano qualcuno disposto a farlo.

 

Sicché quella sera l’Ossicini arrivò in sacrestia accompagnato dall’amico Scatassi, un disoccupato che gli faceva da spalla. Nel paniere avevano porchetta, piada ed un bottiglione di Sangiovese da 2 litri, in tasca un mazzo di carte per ammazzare il tempo.

Misero tutto sul tavolo vicino al catafalco.

Finita la cena e l’ennesima partita, finì presto anche il vino. Ossicini disse all’amico: “A vagh a to’ un’enta bocia”, ma l’amico, suggestionato dall’ambiente e col terrore di rimanere da solo vicino alla salma, disse che sarebbe andato lui a prendere dell’altro vino.

 

All’Ossicini non passò inosservata la cosa e gli venne un’idea geniale. Prese la salma e l’adagiò seduta in confessionale, lui si mise nella cassa da morto.

Tornato l’amico trafelato per la corsa e la paura, vide che il compare s’era seduto nell’oscurità dentro il confessionale e gli porse da bere. Vistolo immobile e credendo che volesse scherzare fingendosi morto gli disse: “Dai bé nu fa e pataca!”; contemporaneamente il vero Ossicini s’alzo a mezzo busto dalla bara e con voce cavernosa rispose: “S’en bev lò a begg me!”.

A Scatassi gli prese un colpo e ci volle del bello e del buono per farlo rinvenire! E da quel giorno lo Scatassi  divenne più balbuziente dell’Ossicini.

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«Tratto da "Storie di famiglia" d'imminente pubblicazione.»

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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molto interessante...piaciuta (Mairim14)

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