Attraversando la strada - 5 novembre 2011
Avevo appena parcheggiato l’auto e mi diressi verso le strisce che attraversavano la tangenziale. Le automobili sfrecciavano veloci. Arrivammo nello stesso momento, io e una signora, che con uno slancio si stava buttando, senza guardare né a destra, né a sinistra.
L’ afferrai per un braccio, sembrava la fabbrica del dolore. Forse si stava buttando o forse no, ma cominciò a parlare bevendo lacrime, che stranamente non le cambiavano la voce.
Scorrevano, senza interruzione. La faccia sembrava una di quelle mele rosse che si lucidano e poi si mettono nelle cassette. Una mela lucida che parla.
- E’ difficile vivere ancora – disse.
La guardai intensamente, aveva gli occhi neri e fissi.
- Mio figlio, 20 anni, si è sparato. Col fucile da caccia. Era soldato .-Sono morta anch’ io. Non mi ero accorta che soffrisse. Era a casa da due giorni, in licenza. Era andato nella cantina, sotto al portico. Poi, ho sentito lo sparo.
- Ho raccolto i suoi capelli e la sua carne sulla parete. Non c’è stato nulla da fare.
Non riuscivo a parlare: un dramma assurdo e crudele. Già stanco di vivere a 20 anni, e nessuno l’ aveva intuito.
- Aveva qualche problema, non sopportava la distanza dalla famiglia o dalla fidanzata? – provai a chiedere forse solo nella mia mente, perché non mi rispose.
L’ abbracciai, e tenendola stretta attraversammo la strada. Sentivo e vedevo il suo rimorso: era una mela rossa bucata da due rubinetti vuoti che stillavano acqua.
Lei mi porse la fotografia del figlio. Alto e bello, con gli occhi vuoti e tristi, come quelli di sua madre.
L’ ho portata in un bar, a prendere un caffè, ho provato a consigliarla di farsi seguire da qualche psicologo. Chissà se lo farà!
Oggi ho scritto una poesia, forse riuscirò a non pensarla più.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Conservo con cura...buona notte (Sara Acireale)
Già sai quanto mi tocca...Buona festa... (Cinzia Gargiulo)
Toccata nel profondo...molto bella! (Lena Orfeo)
Racconto suggestivo e ben scritto! (Sergio Melchiorre)
Commenti (5)
Ho letto la poesia che ho già commentato... bella poesia, molto toccante e molto commovente anche il racconto. Brava Rosanna...
Doloroso, sofferto, una crepa nel cuore. Da leggere e rileggere per la grande capacità di racchiudere tutto in poche righe. Complimenti davvero
Un racconto di un'esperienza vissuta che non può non lasciare il segno. <br> Arriva tutta al lettore la drammaticità dei fatti.
La tua sensibilità ha evocato gli occhi smarriti, perduti, di quella donna. Senza che tu ti sia accorta della sembianza del tuo volto tramutato, nelle mille espressioni di dolore. Il tuo riflesso istintivo e corporeo come fosse stato stagliato nettamente in uno specchio dimensionale, in iridi le tue costanti, che ci narrano della materna sofferenza infinita. Molto interessante la tua descrittiva interiore, che attinge il proprio pennello esistenziale e femmineo nel colore armonico del tuo animo. Un bacio di cuore amica mia.
Il racconto mi ha lasciato sgomento <br/> perché, oltre a raccontare una storia triste, <br/> analizza in modo sublime lo stato d'animo <br/> della madre del suicida. <br/> Complimenti! <br/> PS Mi piacerebbe leggere anche la poesia...




