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Fantasy 7 gennaio 2012 · lettura 2 min · 1066 letture

Sette aforismi

A
Antonio Terracciano 100 racconti pubblicati
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Sapevo che il mio amico era una persona dotata di un cervello fecondo, ma non immaginavo che ogni tanto scrivesse i suoi pensieri.

Sul letto di morte mi consegnò un foglietto sul quale erano appuntati sette aforismi: siccome non mi disse di bruciarlo, come invece aveva intimato Franz Kafka a Max Brod, mi sento autorizzato a pubblicarli, in esclusiva, in questo sito. Eccoli:

" 1. I nostri errori dipendono da noi; ma bisognerebbe vedere da chi noi dipendiamo.

2. A pensarci bene, coloro che raccomandano persone senza meriti (o con pochissimi) per posti di lavoro (anche ambiti) sono simili ai pedofili: fanno la stessa azione (gli ultimi fisica, i primi morale) nei confronti dei bambini indifesi e verso i candidati più preparati ma più ingenui.

3. Se la religione fosse considerata alla stessa stregua delle altre cose del mondo, sarebbe come un partito politico: la si dovrebbe scegliere, in una gamma di varie religioni possibili, per la prima volta a diciott'anni, e poi confermare o cambiare tale scelta (oppure astenersi) ogni due o tre anni.

4. In una riunione di ciechi, il visionario è considerato pazzo. In un'assemblea di fedeli, l'ateo è ritenuto indemoniato. In un convegno di mediocri, il superiore è stimato inferiore.

5. Se il matrimonio può diventare la tomba dell'amore, a volte la scuola può diventare quella della cultura.

6. Il cane creò il Padrone, la donna il Principe Azzurro, e l'uomo inventò Dio.

7. Una bella musica è come una bella donna, fa muovere qualcosa: le mani o i piedi nel caso della musica, qualcos'altro in quello di una donna. "

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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«Il lettore smaliziato, prima di leggere questa nota, si sarà senz'altro accorto che in realtà il mio amico non è mai esistito e che questi aforismi (o pseudo tali) sono miei, e ordinati cronologicamente, dal più vecchio (di quando ero ancora un ragazzo) al più recente (dell'anno scorso) . Sono ricorso al vecchio e collaudato espediente letterario di proporre un manoscritto altrui soprattutto per potere inserire queste mie modeste osservazioni in una categoria ben definita ("Fantasy") .»

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (1)

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carla vercelli11 gennaio 2012

Da lettrice smaliziata ho capito che questi aforismi sono delle considerazioni dell'autore... Il primo aforisma mi ricorda "Errare è umano, ma perseverare è diabolico"... Il quarto è stupendo e surreale... <br> Il quinto lo condivido... Il sesto apre un mondo di considerazioni filosofiche... Sull'ultimo non mi esprimo (è quello che mi è piaciuto di più...) <br> Piacevolissima, apprezzata lettura.