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Sociale e Cronaca 14 marzo 2012 · lettura 5 min · 1201 letture

Parlo a voce alta

Pasqui 219 racconti pubblicati
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Tutti sull'autostrada dei percorsi definiti.
Hanno barattato l'anima della gente per il potere,
hanno tolto i cuori e trapiantato informazioni convenevoli a loro stessi e per loro stessi.
Accidenti ...
Pochi uomini dispongono del mondo... Carico spesso me stesso sulle spalle del corpo. Corpo che, a volte stanco, fatica a portare il peso dell’esistere come un sacco di farina. Eppure, ho un’anima leggera, ho gambe muscolose e forza spirituale. Vado avanti distruggendo il tempo e il ticchettio dell’orologio. Non mi piacciono le sfere che segnano il passo del tempo, nè l'ora che mi mette fretta. Non mi piacciono gli uomini che ci governano, non mi piacciono i distruttori di sogni, le guerre e l’arroganza. Non mi piace la violenza psicologica che regna, e nemmeno la povertà e la miseria. Non mi piacciono le tante cose che accadono e che potrebbero essere evitate con un po'di buon senso da parte di tutti. Siamo in recessione… ma chi se ne frega! Quando, non lo siamo stati noi, poveri comuni mortali. Sempre siamo stati in recessione, sempre abbiamo combattuto con bollette e prestiti da onorare, da quando siamo nati fino ad ora. Sempre, siamo stati in prima linea ad affrontare la vita come una fune da tirare o una cinghia da stringere per non perdere per strada i pantaloni. Nulla accade mai e mai niente accadrà fin quando, la mano degli scaltri avrà in pugno il mondo e gli stessi uomini. E pensare che un pugno di persone,solo un pugno, su questo pianeta forzano le leve del mondo. Per pochissime persone che non si saziano mai del latte della terra paghiamo tutti. Forzano le leve del mondo con guerre e carestie, con la disoccupazione e la violenza delle leggi, distribuiscono male le risorse di questa terra, riducendoci tutti corpi estranei a noi stessi, dormienti in attesa di un risveglio in paradiso che mai accadrà. Non amo il mio Paese, non l’ho mai amato. Sempre ha distribuito due pesi e due misure, due giustizie e due monete, una di ferro per il povero e una fatto di oro per il ricco. La storia del mondo è come un libro letto e riletto da sempre, e sempre mi ha angosciato. Questo è l’uomo, mi ripetevo fin da piccolo: "ingiusto e crudele, cattivo e possessore". Non siamo sacchi di carne, né mucchi di farina, siamo uomini, abbiamo famiglie da sfamare, affitti da pagare, bollette e prestiti da onorare. Non ci interessa l’Europa dei banchieri e quella della guerra tra bande di affamati guerrieri di soldi, non ci interessa quello che non ci riguarda e quello che mai comprenderemo. Come un sacco mi trascino tra pensieri di Patria diversa da questa, Patria senza balordi e mafiosi che ci hanno portato al punto buio che stiamo vivendo. Punto buio, che ci ha rubato sogni e programmi di vita, punto buio che ci ha tolto speranza e illusioni di una tranquilla vita. Mai vedremo pensioni dopo una vita di lavoro, stanchi arrancheremo fino alla fine dei nostri giorni tra lacrime e sacrifici. Mai, vedremo i nostri figli premiati per merito, e mai vedremo chi ha creato questo sfascio e a portato l'italia al punto che è, finire nella galera più nera. Sempre due pesi e sempre due misure ci saranno, è scritto nel cielo, da quando l’uomo è nato. Dagli Egizi ai Cesari, sempre è stato così, e sempre sarà così. Il sazio non crede il digiunante. La notte e il luccichio di stelle
spingono la luce nel divenire.
Chiarore, bagliori,
intermittenza di pulsar, trappole rese da buchi neri... stelle e mondi ingoiati, mai sazi gli stranieri del mondo.
Tutto volge al futuro, futuro sempre più precario.
Del passato poche nuvole di ricordi. L'uomo non conserva memoria alcuna della storia e delle guerre, della povertà e la miseria, dell'odio che l'uomo ha con l'uomo stesso.
Dio ha predefinito tutto,
le lacrime per il dolore,
la gioia per la felicità,
il tempo per dimenticare.
Non ha predefinito però, il pensiero dell'uomo e la sua sazietà dai frutti del mondo.
Libero arbitrio: "definizione eccellente".
Hanno pianificato tutto, anche la morte hanno pianificato gli uomini, con paradisi e inferni e pene da scontare . Ancora pene... per il dopo.
Hanno anche pianificato
i giochi degli scacchi
i sorrisi e l'amore. Tutto da prassi il mercato del vivere. Dormienti siamo, in attesa di un risveglio che mai accadrà. Ah... dimenticavo non sono un comunista!
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Pasqui

La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver

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