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Sociale e Cronaca 10 ottobre 2010 · lettura 2 min · 2110 letture

Originale discorso di un cittadino illuminato

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Antonio Terracciano 100 racconti pubblicati
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"Signori che sedete in Parlamento, ho un paio di proposte da farVi, per cercare di migliorare le sorti dell'umanità.

La prima proposta riguarda l'eredità. Non è giusto, secondo il mio modesto parere, che figli immeritevoli di persone le quali, in un modo o nell'altro, hanno accumulato grandi o anche piccole ricchezze durante la loro vita, debbano usufruirne. Ognuno dovrebbe partire da zero, se vogliamo obbedire al vecchio e sano principio dell'uguaglianza. Ciò che lasciano le persone defunte (soldi, case, eccetera) dovrebbe essere acquisito dallo Stato, per i suoi bisogni, i quali sono poi quelli dei cittadini, e ciò che avanza dovrebbe essere distribuito equamente ai cittadini stessi. In questo modo ognuno avrebbe le stesse opportunità e si eviterebbe che il figlio magari degenere di un lavoratore integerrimo che aveva accumulato qualche risparmio possa godere di proprietà e di soldi del tutto immeritati.

La seconda proposta è forse anche più originale. La mia idea è che gli stipendi dei lavoratori debbano essere inversamente proporzionali alla loro età ed anzianità di servizio. Un giovane, appena assunto, ha bisogno di molto più danaro (per comprare una casa, mettere su famiglia, divertirsi, eccetera) di un anziano, il quale ormai, in vista della pensione e con l'avanzare dell'età, ha una diminuzione di appetiti d'ogni genere e può accontentarsi di uno stipendio più modesto di quello che percepiva quando era giovane.

Signori Onorevoli, mi auguro che queste mie due proposte, opportunamente esaminate e ponderate, vengano recepite dal Vostro nobile consesso. "

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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La bacheca del racconto

Le sensazioni lasciate dai lettori.


3^ proposta:distribuiamo gli stipendi dei politici (Silvana Poccioni)

Meglio la proposta di Silvana! (rosanna gazzaniga)

mi sa che all' illuminato s'è spenta la luce! (Adriana)

Commenti (2)

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Jeannine Gérard1 novembre 2010

Non mi piasciono nessune delle due, ma dico, i figli sono figli, quando sono figli, e meritano quello che loro hanno condivisi insieme a noi fin da piccoli, e da vecchio, dico, mangiamo meno, perché la pensione è cosi misera, e poi non ti dico quando mancano i denti, ahah, come le rimetti con quella benedetta pensione, ma communque scherzo come credo sià il tuo racconto, perché oggi come oggi lasciare un eredità risulta difficile. S emangia tutto lo statto... Bravo piasciuto molto questo racconto...

rosanna gazzaniga10 novembre 2011

Un racconto che è tutto una provocazione! Bellissimo, capace di provocare la guerra civile, se mai fosse accolta una istanza di questo tipo! Molto apprezzato!