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Biografie e Diari 6 maggio 2012 · lettura 5 min · 1579 letture

Lettera a Jenny

Kiaraluna 8 racconti pubblicati
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Ciao Jenny

piccola amica d'un breve tempo andato, quanto tempo... eppure sei  ancora lì tra i miei ricordi più cari.

Avevo circa sette anni quando comparisti nella mia vita, la nonna  mi portava sempre a prendere il gelato nel caffè della sua amica  Jenny e decisi di chiamarti come lei, anche tu bionda con gli  occhi azzurri, la differenza stava nel tuo corpo di pezza, mentre  il tuo viso e la testa erano di uno strano materiale simile alla porcellana.

Sbadatamente una sera ti feci cadere e la tua testolina si ruppe.  Piansi sconsolatamente per delle ore, perdesti i capelli e parte  della calotta, rimanesti così, quasi strabica e col capo aperto e calvo....ma  nemmeno per un attimo pensai di abbandonarti come un rottame,  anzi... divenisti immediatamente la mia "pupilla".

Poi   giunse "quel" giorno....ero malata e costretta a letto, a casa  venne una conoscente della nonna, una donna piccina e malvestita,  piuttosto anziana, la chiamavano la "mutolina" perchè non parlava  ed emetteva solo suoni gutturali. Viveva d'elemosina e passò da  noi a prendere qualche abito smesso. Si affacciò nella camera e  mi vide... fu strano il suo sguardo che cadde subito su di te, mi si  avvicinò a braccia tese, farfugliando alla sua maniera ed io,  nonostante fossi piccola, capii al volo che ti voleva. Non compresi  nemmeno uno dei suoi farfugliamenti ma il suo sguardo  supplichevole mi parlò e mi spinse a metterti nelle sue braccia... e  lei come il vento corse via, portandoti con sè. Ma non appena mi fui ripresa dallo sbigottimento scoppiai a  piangere, avevo solo sette anni e volevo la mia Jenny... che  nonostante il suo aspetto mutilato, misteriosamente non poteva  competere con le altre bambole, belle, sorridenti, benvestite e  soprattutto... sane.

Non ti rividi più Jenny, la mutolina ti portò nella sua misera  baracca di semi- barbona... e pensare che alla sua morte la  trovarono su un materasso..milionario! Chissà quale fu la ragione  che la spinse a volerti... tu, una bambola disabile..già,  disabile..diversa... proprio come lei.

Ti ho pensata spesso in tutti questi anni, quasi mezzo secolo ti  rendi conto? E ora mi accorgo che tu per me non eri una semplice  bambola, Jenny... nella mia ingenua indole di crocerossina in erba,  vedevo in te quell'imperfezione che ti rendeva speciale, al di  sopra e al di là della bellezza esteriore... attraverso la   tua testa  bucata forse scorgevo una sorta di anima che ti rendeva quasi  umana... farti da mamma mi faceva sentire importante e  probabilmente fu da te, nel breve viaggio fatto assieme, che  imparai ad amare e a rispettare ogni tipo di diversità, che forse  toglie al corpo... al guscio esterno, che per molti è l'unica cosa che  conti... ma arricchisce incredibilmente lo spirito.

Mi hai aiutato a capire che essere diversi non vuol dire avere  qualcosa in meno... vuol dire essere speciali, praticamente unici e  insostituibili, come tutti del resto, ma con una marcia in più, la  capacità di compensare la sofferenza con un amore più  consapevole verso i limiti di ognuno.

Tutti i bambini dovrebbero poter incontrare la loro "Jenny", il più  bel dono che potrebbero ricevere... un biglietto gratuito per un  viaggio nell'anima.




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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Kiaraluna

Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res

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