Le mie pene ballerine (1° atto)
Era una domenica di maggio, una giornata di quelle strane, fin dalle prime ore dell'alba. La luce del giorno filtrava a stenti fra le nuvole nere che coprivano il cielo, un vento freddo s'abbatteva sulle chiome degli alberi, scuotendoli all'impazzata e grosse gocce d'acqua cadevano a terra con ritmo irregolare. Non era la giornata ideale per dedicarsi alle pulizie domenicali ma non potevo rimandare, doveva esser tutto in ordine per poi poter uscire tranquillamente e passare con serenità la serata tanguera. Con il passare delle ore il tempo andava peggiorando, sembrava essere in una domenica invernale, quelle con il cammino acceso, da restarsene a poltrire a letto con una tazza di latte fumante e un bel libro da leggere. Ma ormai l'uscita era organizzata, un bel tango forse era la soluzione migliore per quella giornata uggiosa. Non era facile decidere cosa indossare, troppo leggera no perchè il freddo si faceva sentire, troppo pesante neppure perchè poi si poteva sudare alla fine dopo aver messo a soqquadro l'intero armadio finalmente trovai la cosa giusta da indossare. Fuori continuava a piovere, non avevo più tanta voglia di uscire, alcune amiche del gruppo si erano ritirate, avevano deciso di restare a poltrire al calduccio nelle loro case. Ma io non potevo rinunciare, avevo organizzato tutto, non potevo sventolare la bandiera bianca, dovevo andare ad ogni costo, avevo una missione da compiere, per il mio bene, dovevo provare a tutti i costi a non darmela a gambe, dovevo superare la prova più grande del tango, riuscire a guardare negli occhi di un uomo per poter essere invitata per una tanda. Dovevo provare ad ogni costo, anche con un tempo cosi brutto, non potevo rinunciare perchè se lo avessi fatto, non sarei più andata a ballare. Sentivo dentro di me insinuarsi la paura, cosa avrei fatto nel caso in cui non fossi stata capace di espormi? Mille pensieri si intrufolavano nella mia testa, ma per fortuna la mia amica non si accorse del mio stato e continuava a parlare, parlare per tutto il viaggio in macchina distraendomi dai miei pensieri. Parcheggiai la macchina vicino all'entrata della milonga, in quel momento aveva smesso di piovere, fece capolino tra le nuvole una bella luna piena, mi colpì quella sua apparizione, era veramente bella da vedere, sembrava sorridermi, forse per darmi coraggio, in quel momento udii le note di un tango...... (fine 1 parte)
il mio nome è cinzia, sono nata in un paesino vicino a roma,amo molto i gatti e ne ho 20.. che dire di me... lunatica al punto giusto, pessimista, (ma lo nascondo molto bene) permalosa quanto basta, perennemente malinconica ma con sprazzi di euforia( a seconda della luna) mi emoziono davanti ad un film o ascolta
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