L'anima
Tra stradine strette e fumo di zolfo, tra vicoletti non assolati e massi lavici che rivestivano la pavimentazione delle viuzze corte non alberate; Improvvisamente attraverso un piccolo buco mi ritrovai come d’ incanto nella parte centrale dell’ anima.
Confuso, restai per un pezzo di tempo che racchiudeva l’ eternità del divenire. Finalmente dopo tempo, seppi grazie alla voce di una colomba bianca che era la piazza della mia anima dove mi trovavo. Mi stupii tanto che rimasi estraneo al tempo stesso della consapevolezza. Era diversa l’ anima da quella che sempre, dalla nascita immaginava il mio io deficiente e novizio. Era così diversa da sembrare l’ anima di un’ altra persona. L’ io nel frattempo denudato dalla menzogna vergognosamente si oscurò.
Finalmente ai miei occhi apparve la reale essenza di me stesso. Profumava l’ aria che respiravo. Non c’ erano spigolature né ferrosa polvere da togliere da essa. Era la mia anima! Luminosa e grande, vigorosa e luccicante come la stella maggiore della porta d’ ingresso che alta si erge nel cielo notturno. Finalmente riuscivo a guardarla con i veri occhi della mia natura. Finalmente un confronto senza quel deficiente di super io e il cugino più piccolo. Ero punto cardinale dell'essanza del mio essere.
C’ erano tante porte al centro dell’ agorà che si aprivano alle strade del destino, ogni porta un sentimento, una vita vissuta e forse da dover proseguire. Quella dell’ amore era la porta centrale, altre, distribuiti in varie stradine alberate e assolate da un sole bianco, le porte erano piccole, altre porte, racchiudevano infelici sentimenti di vite passate. Sentimenti oramai sepolti e chiusi nella porta del nulla, la chiave era stata buttata nell’ inutile tempo vissuto. Comincia a camminare lentamente tra giardini verdi e spighe di grano, più andavo avanti e più tornavo indietro. Improvvisamente mi apparvero degli specchi colorati, i vetri erano viola e gli orli che li circondavano come da cornice, erano di oro zecchino. Vidi in essi ogni mia vita precedente. Si, ebbi paura di me dei miei trascorsi di tempo, di tutte le vite e delle tante morti. Ero stato ladrone e Re, Regina e suddito, cavaliere e balordo, uomo di cultura e falsario di sentimenti truccati. Urlai con tutta la mia voce, piansi, mi disperai, mi avvertivo come Adamo nella raffigurazione della sua cacciata dal paradiso con una misera foglia di fico sul sesso. Oh Dio... pregai e sudai, mi pentii di tante cose commesse nelle vite precedenti e in questa, in modo particolare di non avermi donato abbastanza per la crescita generale di mee stessso e degli altri, mi disperai! Improvvisamente gli spècchi, come d’ incanto scomparvero. Recepirono nel loro cuore il vero pentimento che provavo, sentimento di riscatto e di perdono.
Caddero rose dal tetto dell’ anima, erano rose d’ amore che avevo guadagnato nelle precedenti vite, e queste certamente avevano un loro peso per il mio prosieguo nella strada dell'avvenire. Queste, mi diedero coraggio nel proseguire il cammino e forza nelle vite che ancora mi attendevano. Ma ora, ero consapevole della bellezza dell’ anima imponente e matura, radiosa e donatrice. Era l’ anima che possedevo. Era la mia anima, senza nessun velo di alcun io, e senza scorie di metallo pesante. Si stava denudando piano per raggiungere la luce chiara è forte dove l'armonia di tutte le anime regna senza il male. Presto sarebbe stata svestita da tutta la residua materia che come vestito di pena, Dio gli aveva fatto indossare per il famoso peccato originale. Colpa sicuramente di Eva e di Adamo chi sa. Capii, in quel preciso momento l’ essenza dell’ anima e suo incamminarsi. Ci voleva altro tempo e altre vite per il raggiungimento, ma per fortune era poco il tempo della permanenza che doveva ancora restare legata alla materialità. Oramai la gran parte dei sentimenti primitivi e stupidi erano stati rinchiusi nella porta del nulla. Si trattava solo dell'evolversi dell’ amore e ci stava riuscendo con pazienza e dedizione a questo. L’ amore sicuramente l’ avrebbe liberata, portata fuori dal tempo e vicino la luce eterna, universalità di esso gli avrebbe fatto comprendere che l'individualità è egoismo puro sentimento arcaio e primitivo,animalesco. Mi ritrovai poco dopo colmo di consapevolezza. Il vicoletto stranamente, era assolato di tanta luce che dovetti chiudere gli occhi per correre dalla gioia. Sapevo ora sicuramente cosa volevo. Ero approdato nella mia anima magicamente e senza alcun Virgilio. Conoscevo la luce che emanava e il percorso del raggiungimento. Ero felice.
ti involasti dentro di me,
piccolo soffio dell'alito Divino. L'anima: strade, straduzze, vicoletti bui,
vicoli assolati, salite irte e discese di piste
innevate. Casupole di pescatori in riva al mare,
uccelli colorati nel cielo azzurro,
a tratti pianura verdeggiante,
a tratti caverna buia, abitata
da spaventosi e strani esseri. L'anima. Integra, rotta, spezzata, divisa,
angosciata, serena, pura, macchiata,
felice, beata,< si beata e sfavillante di luce>
leggera, come l'atomo sul il pulviscolo. L'anima è il nostro oceano. Vento gelido e schiuma salata,
onde grosse, tormente e trombe marine,
spaventoso il rumore del vento che soffia. Presente quasi sempre,
muore per scelta. Imperiosa, al centro della nostra essenza, il se' Leggera come una farfalla
ci lascia ad ogni fine
per congiungersi poi, al suo Divino.
Come una farfalla
ti involasti dentro di me,
piccolo soffio dell'alito Divino. L'anima: strade, straduzze, vicoletti bui,
vicoli assolati, salite irte e discese di piste
innevate. Casupole di pescatori in riva al mare,
uccelli colorati nel cielo azzurro,
a tratti pianura verdeggiante,
a tratti caverna buia, abitata
da spaventosi e strani esseri. L'anima. Integra, rotta, spezzata, divisa,
angosciata, serena, pura, macchiata,
felice, beata,< si beata e sfavillante di luce>
leggera, come l'atomo sul il pulviscolo. L'anima è il nostro oceano. Vento gelido e schiuma salata,
onde grosse, tormente e trombe marine,
spaventoso il rumore del vento che soffia. Presente quasi sempre,
muore per scelta. Imperiosa, al centro della nostra essenza, il se' Leggera come una farfalla
ci lascia ad ogni fine
per congiungersi poi, al suo Divino.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Pasqui
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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