Lilith
Lilith:<Uomo non riconosciuto>.
Urlò con forza la donna, con voce chiassosa e quasi festosa... Con vigore essa rispose all’insulto maschile: <Non giaccio sotto il tuo corpo, Adamo>
Adamo strillò... con brutta voce, Lei, ebbe paura e pena per il maschile, si arrabbiò, il vento nel frattempo spense la luce del divenire naturale.
Fu scissione di anime, dicotomia di corpi, divisione, frattura, rottura e scollamento di idee. Non comprensione prese corpo nell'anima del maschio.
Uomo e donna si separarono. Divennero esseri divisi.
Distacco, divennero... L'aquila dell'unione volò tra i monti alti...
Si recisero le loro anime nate dalla stessa parola pronunciata da Dio, divennero doppi. Uomini divisi e diversi. Adamo ebbe paura della parità, sapeva nel profondo che Lilith era il vento del progresso. Come tutti i maschi, Adamo per paura pretendeva la clava sulle spalle e la sottomissione dell'altro uomo. Ebbe angoscia della passione forte, passione che era fonte d'energia e di forti ricambi naturali, quali sentimenti nascevano nel cuore della compagna. Paura anche ebbe dei diritti eguali e delle regole che la natura imponeva nell'equilibrio del tutto, in armonia con l'ancestrale nascita dell'universo. Si oppose Adamo all’istinto crescente. Si oppose all’evoluzione della specie umana, all’imprevedibile dell'irrazionale. Cos’è l’amore se non follia in un Logos chiuso e murato... questo Adamo non lo sapeva e nè se lo chiedeva. Si può mai mettere in gabbia l'eros o il seme di tutte le nascite? Adamo lo fece.
L'eros si trasformò in uccello in gabbia e paura di volare o peggio censura estrema. Si spense la luce di un armonioso raggiungimento.
L’amore è gioia, è sensualità, è passione estrema, è nascita, è fiore di ogni progresso. Adamo non ascoltò il dentro del suo cuore, ripudiò Lilith per paura, si rifugiò tra le preghiere. L'amore sparì, chimera diventò!
Si rivolse a Dio Adamo: <la mia compagna non vuole giacere sotto il peso del mio corpo…sotto me stesso. Oh Dio ebraico, mi hai reso padrone! Quindi provvedi!> Lilith, infuriata, pronunciò il suo diritto, ma Dio ebraico non la perdonò,
Dio stesso era maschio...
Scappò via Lilith e con essa la vera femminilità, l’eros la seguì e anche molti angeli amici di passione. Adamo con nessuna madre potè mai più congiungersi nel coito. E quando ciò avveniva, con dolore abbandonava il letto piangendo, gli mancava l'altro uomo... il paradiso perduto gli mancava tanto.
Lilith nel frattempo sparì. Sposò le non regole. Divenne puttana e demone per rabbia, notte buia... L'irrazionale pazzia. Poi, strega e maga, amante delle non regole scritte da Dio per Adamo. Divenne natura perfetta delle regole naturali. Beccante e seguace di Dionisio, sposa di ogni fallo per ogni procreazione.
Piacere e passione divenne. Inconscio, anche divenne... vulcano e magma, vergogna e luce, passione e amore non riconosciuta… Vita creatrice... in ultimo.
Nel sogno con un pugnale tagliente Lilith o Angelo nero, peccatrice nel buio divenne. Nelle notti urla ancora, con voce alta, per essere ascoltata da un diverso Dio. Urla per la sua giusta protesta, per la dicotomia umana avvenuta o meglio subita. Urla... urla giustizia e riconoscimento da un Dio diverso. Adamo maschio ancora fugge alla passione, all'amore e dall'unico pensare comune.
Non è colpa del serpente, non è colpa di Eva e nemmeno di Adamo che passa come martire, invece è carnefice. La vera colpa di tutto sono le pagine scritte con la piuma dell'ala dell'oca bagnata d'inchiostro, che il maschio di turno impugnava per scrivere la storia a proprio favore e piacimento. Ancora il femminile aspetta giustizia, ancora Lilhit viene sottomessa al potere costituitosi ancora i maschi portano la clava.
Dell'Lilith ancora si odono le gride nel sonno, ancora cerca giustizia... arrabbiata e violentata, scacciata dal suo ruolo reale, viene anche chiamata puttana...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
ⓘ
I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Pasqui
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
È originale, complimenti Pasquale... (Sara Acireale)
Metto un fiocco...da donna ho apprezzato... (Sara Acireale)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!
