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Viaggi e Avventura 25 settembre 2012 · lettura 4 min · 1918 letture

La casetta sull'albero

Sara Acireale 35 racconti pubblicati
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Anche a distanza di tanto tempo questi luoghi le erano familiari. Tutto le sembrava simile al passato, qualche palazzina di nuova costruzione non aveva cambiato l'aspetto del piccolo paese. Appena scesa dall'automobile Marina respirò profondamente e si sgranchì le gambe un po' intorpidite. Più tardi rivide i posti dove giocava con i bambini di allora, in lei era rimasto vivo il ricordo dei loro volti ma ne aveva dimenticato i nomi. Osservò i bambini di oggi che giocavano negli stessi luoghi e le immagini del passato si sovrapposero a quelle odierne.
Guardando i bambini sentì che doveva “ ricordare” qualcosa e allora abbandonò il sentiero e incominciò a camminare per i prati... Ricordò che da bambina amava correre sull'erba alta e fare ruzzoloni per i prati scoscesi. Venne presa dall'irrefrenabile desiderio di ripetere quell'antico gesto, si sdraiò al suolo e incominciò a rotolare giù per il pendio anche se adesso... di anni non ne aveva più dieci ma trentadue. Una volta finita la corsa cercò di rialzarsi ma il senso di vertigine rese la cosa difficile. Girandosi incrociò lo sguardo di un pastore che molto educatamente non fece nessun commento.
Cercò di darsi un contegno e riprese il cammino. Il grido di un falco le fece alzare gli occhi al cielo. Rimase ferma ad osservare il rapace per qualche minuto. In pochi istanti la sua mente associò il volo dell'uccello con l'ondeggiare di un aquilone. I ricordi erano confusi e Marina fece uno sforzo per squarciare il velo di nebbia che offuscava la sua memoria ma poi... tutto fu chiaro nella sua mente e ricordò che l'aquilone era il suo. Le tornò alla mente il vero e proprio dramma che mise in scena l'infausto giorno che si strappò il filo che teneva l'aquilone. Tornò a casa disperata e in lacrime ma il suo caro nonno corse subito ad acquistare un altro aquilone.


Presa da questi ricordi d'infanzia, quasi senza accorgersene, giunse alla sommità della collina dov'erano molti alberi secolari. Ricordò che in quel posto lei e gli altri bambini giocavano a nascondino, mosca cieca e in molti altri modi. Aveva sempre ricordato con nostalgia la casetta di legno costruita su un albero di castagne. La casetta era formata da quattro pezzi di compensato, una grossa scatola di cartone e una scaletta. L'insieme costituiva un pericolo tanto che ai bambini era stato vietato l'accesso. Si sa comunque che i bambini prediligono tutto ciò che è proibito, infatti Marina amava trascorrere interi pomeriggi nella casetta sull'albero. Sulla scia dei ricordi riuscì a mettere a fuoco e a ricordare il funesto giorno che furono scoperti. Scoppiò il finimondo e i genitori prima distrussero la casetta e poi proclamarono “ atroci” castighi:- Niente più caramelle! Basta con i cartoni animati fino a quando non si ritorna in città! Non si esce più la sera!-
Sulla scia dei ricordi Marina fece un'esplorazione fra gli alberi per ritrovare il castagno che aveva ospitato la casetta ma vana fu la ricerca... Guardò l'orologio, segnava l'una e poiché incominciava a sentire un certo languorino, prese un panino dallo zaino, si sedette su un ceppo d'albero e incominciò a mangiare. Si sentiva appagata da quel paesaggio dove lo sguardo poteva spaziare tra il verde dei prati e l'azzurro del cielo. Quando si alzò, osservando attentamente si accorse con disappunto, che l'albero dov'era stata costruita la casetta non esisteva più, era stato abbattuto. Provò una fitta al cuore... Si allontanò delusa perché l'ultimo simbolo della sua infanzia era stato distrutto.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«La protagonista va alla ricerca dell'ultimo ricordo della sua infanzia... non lo trova e rimane delusa»

L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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La bacheca del racconto

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Sei bravissima Sara, conservo ammirata! (rosanna gazzaniga)

Bellissima!! Adoro questo genere narrativo!Baci (giovanni bagnariol)

Un frammento tuo nell'inesorabile fluire vivendi! (Giuliano leandro loy)

I ricordi dell'infanzia sono sempre i più belli. F (Grazia La Gatta)

Grazie per questo bel racconto. Fioccone grande (Lorella Elle)

sei brava c'è poco da dire, mi piace come scrivi!! (rstorace)

magico racconto,ciao (Colomba)

Molto ben scritto, scorrevole e coinvolgente ()

Commenti (8)

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rosanna gazzaniga25 settembre 2012

Ritornare sui luoghi della infanzia, con la nostalgia nel cuore e lo sforzo mentale di ricordare particolari di avvenimenti... Ora anche i luoghi sembrano diversi, ma scoprire l'albero preferito ridotto a un ceppo, è come davvero uno strappo al cuore, alla consolazione dei ricordi... <br/> Un racconto che coinvolge dalla prima riga all'ultima, senza un momento di noia o disattenzione! Una modalità di scrittura presente in tutte le opere di questa autrice.

g
giovanni bagnariol25 settembre 2012

Un racconto che ho letto molto volentieri... Mi ha fatto venire in mente quando anch'io, da ragazzino, andavo per campi con un mio caro amico (ora primario cardiologo)...bastava un tronco d'albero bucherellato dai picchi per farne un palo per la danza del fuoco degli apache... delle verdi frasche ricurve: una capanna; sottili rametti di bosso: frecce per archi! Il resto lo creavamo all'istante con la fantasia!! E mi ritrovo in questa fanciulla, così ben descritta nel tuo racconto: ancor giovane ma non più bambina, mentre ripercorre col corpo e con la mente i sentieri di una bella e spensierata gioventù...ma "or non è più quel tempo e quell'età" e a ricordarglielo la figura( molto bella ed emblematica) dell'uomo che incontra.

Grazia La Gatta25 settembre 2012

I ricordi dell'infanzia son i nostri più cari compagni di viaggio. Leggendo questo racconto mi sono arrivati alla mente i ricordi di bambina quando amavo fare giochi spericolati e rischiosi. Storia bella e tenera. Complimenti.

Lorella Elle26 settembre 2012

Non posso che condividere tutto ciò che è stato già detto. Un bellissimo racconto che cattura il lettore e lo trasporta nei luoghi dei giochi di bambino. Ci ritroviamo tutti un po' bambini alla fine a rispolverare ricordi. Anch'io avevo una casetta di cartone su un albero, abbattuta dopo due giorni dai nostri genitori che temevano per la sicurezza... Allora ci costruimmo una zattera con del legname e navigammo davvero dentro uno scavo in costruzione che era diventato un piccolo laghetto dopo giorni di insistente pioggia... Allora in tv, davano Pippi calze lunghe, Tarzan e Zorro... quindi... era logico "avventurarsi" così.

G
Giancarlo Fiaschi30 settembre 2012

Uno spaccato di vita... che dopo tanti anni vengono rivissuti sul luogo... da un ex bambina. Ricordi rimessi a fuoco, dal labirinto dei ricordi... ognuno di noi vive, o ha vissuto queste situazioni. Un bel racconto... fresco... particolareggiato del momento, molto apprezzato... complimenti Sara!

r
rstorace10 ottobre 2012

un racconto molto bello, sin dalle prime righe si resta catturati e incuriositi, vien voglia di scoprire qualcosa in più sulla protagonista che vola sulle ali dei ricordi alla ricerca di luoghi cari!!!avvincente

C
Colomba3 novembre 2012

Quanta ispirazione, intuizione e immaginazione in questo racconto, la fantasia è proprio del bambino, l'immaginazione è dell'uomo cosciente, sono sorelle ma non gemelle, piaciuto nello scorrere la trama e la finale, ottimo direi.

Patrizia Ensoli10 giugno 2013

Anch'io avevo la mia casetta sull'albero, proprio nel bel mezzo di un campo enorme... <br/> E le lucciole la sera ... questo racconto è un tuffo al cuore... <br/> Non c'è più per i bambini di oggi quel senso di avventura e libertà, allora i sogni ed i giochi erano la terra!!